La vertenza dell’autotrasporto e del comparto agricolo in Calabria approda direttamente sui tavoli del Governo centrale. A seguito delle imponenti proteste e dei presidi che da giorni stanno punteggiando i principali snodi viari della regione — da Campotenese a Rende, passando per le principali arterie e svincoli autostradali — il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha deciso di convocare un tavolo tecnico ufficiale.
L’incontro, fissato per martedì 20 ottobre alle ore 15, vedrà la partecipazione del vice ministro Edoardo Rixi e delle delegazioni delle sigle autonome della categoria provenienti da Calabria, Sicilia e Puglia, tra cui i rappresentanti di Fedralog. L’obiettivo del vertice è affrontare le criticità legate all’insostenibile aumento del prezzo del carburante e ai costi generali di gestione che stanno strangolando il settore logistico e produttivo del Meridione.
La posizione di Fedralog
Nonostante l’apertura del confronto istituzionale da parte del Ministero, la risposta delle sigle sindacali e dei lavoratori non si è fatta attendere. Fedralog Calabria ha confermato che la mobilitazione e il fermo dei mezzi proseguiranno regolarmente secondo il calendario stabilito, senza interruzioni anticipate, mantenendo i presidi attivi sul territorio regionale fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre.
“L’apertura di un confronto con il Governo – fanno sapere i rappresentanti di Fedralog – rappresenta un passaggio importante, ma le ragioni che hanno portato alla mobilitazione restano sul tavolo e il fermo continuerà fino alla sua naturale conclusione prevista per il 20 ottobre. La categoria continuerà quindi a essere presente nei presidi organizzati sul territorio calabrese, mantenendo una mobilitazione pacifica, ordinata e responsabile”.
La tensione nei territori e i nodi irrisolti
Le proteste, condotte fianco a fianco da autotrasportatori e agricoltori (già duramente provati da emergenze locali come la crisi della raccolta e l’aumento dei costi operativi), continuano a registrare una forte adesione in tutta la regione. Sebbene i presidi siano stati organizzati in modo da non provocare blocchi totali della circolazione nei quindici principali snodi monitorati, la tensione resta alta in attesa di risposte concrete da parte dell’esecutivo. Il vertice romano del 20 ottobre si preannuncia dunque come un momento decisivo per il futuro della vertenza e per la tenuta del comparto economico calabrese.



