La sua fuga, iniziata un mese e mezzo fa, si è interrotta praticamente a due passi dall’ombrellone. Aveva scelto il mare, il sole e la confusione dei vacanzieri per provare a far perdere definitivamente le proprie tracce. Una scelta che, almeno sul piano logistico, poteva sembrare quasi brillante: in mezzo a migliaia di persone in costume, chi avrebbe fatto caso a un uomo ricercato? La risposta è arrivata nel pomeriggio del 24 agosto: gli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria non si sono fatti ingannare.
Gli investigatori hanno scovato e arrestato un 59enne originario di Siderno, sfuggito lo scorso 15 luglio all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Catania su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Per oltre un mese l’uomo era riuscito a sottrarsi alla cattura, dopo essere finito al centro di una imponente operazione contro un traffico internazionale di stupefacenti gestito da organizzazioni catanesi. Secondo l’impostazione accusatoria, per la gestione di specifici canali di approvvigionamento, i gruppi criminali siciliani avrebbero fatto affidamento su contatti della criminalità calabrese.
Dal maxi-traffico al lettino da spiaggia
L’inchiesta, coordinata dalla Dda etnea, contesta ad alcuni degli indagati anche l’aggravante del metodo mafioso, per aver agito con la finalità di agevolare lo storico clan “Cappello-Bonaccorsi”.
E così, mentre gli investigatori continuavano a cercarlo, il 59enne avrebbe pensato bene di mimetizzarsi nel posto forse più affollato dell’estate: un lido balneare. Una strategia da “vacanza anonima” che, però, non ha retto alla capacità investigativa degli agenti. Per lui niente più bagno, tintarella e passeggiate sul lungomare: la stagione balneare è terminata decisamente prima del previsto.
Secondo le ipotesi accusatorie, per le quali vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva, l’uomo avrebbe avuto un ruolo diretto in un tentativo di importazione di una quantità impressionante di cocaina: quasi due tonnellate.
Quasi due tonnellate di cocaina finite in mare
La droga era stata lasciata in mare dai narcotrafficanti al largo delle coste catanesi e sarebbe dovuta essere recuperata successivamente. Un piano che, però, era stato intercettato dalla Guardia di Finanza, intervenuta tempestivamente prima che l’ingente quantitativo potesse raggiungere le piazze di spaccio.
Questa volta, invece, a finire in mare non è stata la droga, ma la sua libertà. Il tentativo di confondersi tra i vacanzieri si è concluso proprio nel luogo scelto per sentirsi al sicuro. Aveva puntato sul mare per nascondersi; ha trovato gli investigatori. E quello che doveva essere un soggiorno anonimo sotto il sole si è trasformato nell’ultima tappa della sua latitanza.




