Il Fronte Comunista rilancia una campagna nazionale contro lo sfruttamento lavorativo e il lavoro irregolare, con iniziative sul territorio, banchetti, volantinaggi e raccolta di testimonianze. Al centro della mobilitazione ci sono le condizioni dei lavoratori e la richiesta di maggiori controlli, sicurezza, sistemi di monitoraggio e aumenti salariali. La campagna approda anche a Tropea, scelta non casuale per il suo ruolo nel turismo di massa. Qui viene presentato il libro “Turismo e Capitale”, scritto da universitari, attivisti e sindacalisti, con l’obiettivo di aprire un confronto sulle trasformazioni del settore e sulle condizioni di chi vi lavora. La presentazione avverrà domani (giovedì 1 Ottobre) in Largo Antico Sedile alle ore 18. Un capitolo del volume è scritto da Domenico Cortese, attivista e dirigente di partito. Tra gli interventi anche le testimonianze di molti lavoratori che hanno subito umiliazioni e sfruttamento.
Salari bassi e precarietà
Secondo il Fronte Comunista, nel turismo soprattutto nel Mezzogiorno molti lavoratori sono costretti ad accettare salari insufficienti, contratti brevi, rinnovi e condizioni di lavoro caratterizzate da forte precarietà. A questo si aggiungono orari lunghi, stress e, in alcuni casi, violazioni dei diritti. La frammentazione del lavoro e la scarsa sindacalizzazione, viene evidenziato, rendono più difficile costruire una tutela efficace. Le testimonianze raccolte parlano anche di abusi, discriminazioni, mobbing e situazioni che possono favorire fenomeni come il caporalato.
Nel mirino anche il modello turistico
La critica non riguarda soltanto i rapporti di lavoro. Il Fronte Comunista collega lo sviluppo del turismo di massa ai processi di gentrificazione, alla trasformazione degli spazi urbani e alla progressiva riduzione degli spazi e dei servizi destinati ai residenti. Nel libro “Turismo e Capitale” viene quindi analizzato anche il rapporto tra turismo, profitto e territorio. La tesi sostenuta è che la crescita turistica, quando non accompagnata da adeguate politiche sociali e ambientali, rischia di trasformare luoghi e servizi in semplici merci, con conseguenze sui lavoratori, sui residenti e sull’ambiente.
La presentazione di Tropea diventa così anche un momento di confronto con i lavoratori locali e di raccolta di esperienze dirette, dentro una campagna che il Fronte Comunista intende estendere a livello nazionale.



