L’ennesima croce sulle strade del Vibonese: il ricordo di Gabriele sia da monito a chi governa

Dalla tragedia dell'autista del 118 al dramma di Andrea Minasi, la viabilità della provincia continua a mietere vittime. Servono interventi urgenti sulle strade e massima prudenza alla guida per fermare la strage

Quando senti la sirena di un’ambulanza, pensi sempre a chi c’è dentro, alla persona da salvare. Non ti aspetti mai che a finire su quell’asfalto sia proprio chi, per anni, quei mezzi li ha guidati per correre in aiuto degli altri. La notizia della scomparsa di Gabriele Alviano, con una vita spesa al servizio del 118, ha lasciato Vibo – e l’intera provincia – senza parole. Ma dopo il silenzio e lo sconcerto, a prendere il sopravvento è solo una grande rabbia. Gabriele era un professionista stimato da tutti. Chi lo conosceva descrive un ragazzo solare, di quelli che nell’impegno quotidiano mettono l’anima. La sua non era una semplice occupazione, ma una vera e propria vocazione. Lascia la moglie Lina, i suoi cari e una seconda famiglia – quella dei colleghi – letteralmente a pezzi.

Un bollettino di guerra quotidiano

Quello che è successo a Gabriele rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di settimane drammatiche sulle strade del territorio. Nelle stesse ore, poco distante, sul ponte Potame tra Zambrone e Briatico, un grave scontro è costato la vita a una donna di 77 anni, paralizzando una delle arterie turistiche più battute della regione. Prima ancora Andrea Minasi, la ragazza di appena 23 anni travolta sulle strisce pedonali su viale Affaccio, a Vibo, e spentasi all’ospedale di Catanzaro dopo giorni di agonia. La realtà quotidiana parla chiaro: muoversi nel Vibonese è ormai diventato un terno al lotto. Asfalto dissestato, incroci al buio, assenza di barriere di protezione e una segnaletica insufficiente: la rete stradale provinciale cade a pezzi e continua a mietere vittime.

Responsabilità di tutti e prudenza al volante

Quante vite spezzate serviranno ancora prima che qualcuno si decida ad agire? Fino a quando la sicurezza viaria continuerà a essere considerata una questione secondaria (perché, nei fatti, di questo si tratta)? I messaggi di condoglianze preconfezionati e le frasi di circostanza non bastano più. Occorrono cantieri, risorse e la concreta volontà politica di mettere in sicurezza un territorio abbandonato a se stesso. Serve un piano straordinario di verifica delle arterie più a rischio, affiancato da interventi immediati di manutenzione, maggiore prevenzione e controlli costanti.

La sicurezza, però, non dipende solo dalle infrastrutture. Serve una presa di coscienza comune: chiunque metta le mani sul volante deve farlo con la massima attenzione, rispetto dei limiti e senso di responsabilità. Una distrazione, una manovra azzardata o una velocità eccessiva possono trasformare un veicolo in un’arma letale. La tutela della vita umana richiede prudenza e rispetto del codice della strada.

Per Gabriele, per Andrea, per tutti noi

Ogni volta che i soccorsi sfrecceranno per la provincia, i colleghi porteranno con sé la memoria di Gabriele. Ma il modo migliore per rendergli onore è fare in modo che nessun’altra famiglia debba salutare un caro senza vederlo mai più rientrare a casa. Basta scuse e basta rinvii. La vita dei cittadini vale più di qualsiasi bilancio o lungaggine burocratica. Chi ha il potere di intervenire lo faccia adesso, prima di dover piangere la prossima vittima.

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