Ha confessato di aver ucciso il compagno di scuola. “Non doveva fare quello che ha fatto”, ha detto davanti al magistrato Zouhair Atif, 19 anni, accusato dell’omicidio di Abanoud Youssef, 18 anni. L’interrogatorio si è concluso con l’arresto per omicidio. Gli atti sono stati secretati, ma dagli ambienti investigativi emerge il movente indicato dall’indagato: Abanoud conosceva fin da bambino la ragazza che Atif frequentava e con lei si sarebbe scambiato alcune foto di quando erano piccoli.
Il movente e il coltello
È su questo passaggio che si concentra ora l’attenzione del magistrato, che valuta se contestare l’aggravante della premeditazione. Decisivo capire se il giovane si sia portato il coltello da casa: una lama di oltre 20 centimetri. Al termine dell’interrogatorio, nella notte, Atif è stato trasferito nel carcere della Spezia. La salma della vittima resta a disposizione dell’autorità giudiziaria, che deciderà se disporre l’autopsia.
Le testimonianze
Familiari e studenti descrivono un ragazzo irascibile. Lo zio della vittima sostiene che «non era la prima volta che portava un coltello», mentre alcuni compagni parlano di una vera e propria fissazione. Versioni che la Questura invita alla prudenza: “Sono elementi ancora da verificare”. L’aggressione è avvenuta in aula, davanti ad altri studenti. Il fendente ha colpito sotto il costato, lesionando gravemente fegato e milza. L’emorragia interna ha causato un primo arresto cardiaco, seguito da quello fatale.
La scuola e le reazioni
L’Ufficio scolastico regionale della Liguria ha annunciato un’ispezione all’istituto Einaudi-Chiodo. Sulla vicenda è intervenuto anche il vescovo di La Spezia, Luigi Ernesto Palletti, parlando di un fatto che “sgomenta” e invitando al silenzio e alla preghiera, con vicinanza alla famiglia della vittima.


