La vicenda del lido balneare “La Rada” di Vibo Marina registra un nuovo capitolo. L’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha infatti trasmesso alle società La Rada Srl e Gramaca Srl l’autorizzazione che consente l’affidamento della gestione delle attività dello stabilimento balneare, ponendo un punto fermo sul piano amministrativo.
L’atto, identificato come autorizzazione n. 08/2026/ADSP-MTMI del 23 luglio 2026, è stato adottato ai sensi dell’articolo 45 bis del Codice della Navigazione e riguarda la concessione demaniale marittima quadriennale relativa alla licenza n. 02/2024/ADSP-MTMI del 31 gennaio 2024, con scadenza fissata al 31 dicembre 2027.
La concessione interessa un’area di circa 5.644 metri quadrati situata nell’ambito portuale di Vibo Valentia Marina, destinata al mantenimento dello stabilimento balneare con annesso ristorante, aree asservite, deposito e attrezzature balneari stagionali.
Con il provvedimento, l’Autorità portuale autorizza dunque La Rada Srl, titolare della concessione, ad affidare a Gramaca Srl la gestione delle attività connesse alla struttura. L’attività pertanto riprende regolarmente.
Il caso nato dopo il controllo dei Carabinieri
L’autorizzazione arriva però dopo i fatti che avevano acceso i riflettori sulla vicenda. Nei giorni scorsi, infatti, un controllo dei Carabinieri aveva evidenziato l’assenza, secondo gli accertamenti effettuati, dell’autorizzazione necessaria alla società Gramaca per la gestione dello stabilimento. Da quel controllo era scattato un provvedimento di sequestro delle attrezzature, un episodio che aveva generato discussioni e interrogativi soprattutto alla luce del successivo rilascio dell’autorizzazione da parte dell’Autorità portuale.
I tempi amministrativi sotto i riflettori
Il nodo centrale resta quindi quello dei tempi amministrativi: se la richiesta di proroga e l’iter autorizzativo fossero stati completati e trasmessi prima del controllo, probabilmente il sequestro avrebbe potuto essere evitato, scongiurando una situazione che ha coinvolto un’attività turistica nel pieno della stagione estiva.
Ora, con l’atto dell’Autorità Portuale, la gestione torna formalmente in un quadro autorizzato. Resta però aperta la riflessione sulla necessità di una maggiore tempestività nei procedimenti amministrativi, soprattutto quando riguardano imprese che operano sul demanio marittimo e servizi destinati a cittadini e turisti. Se i tempi fossero stati rispettati il sequestro poteva benissimo essere evitato.



