Liste d’attesa e carenze sanitarie nel Vibonese: l’appello di Limardo al consigliere regionale Ionà

Il presidente dell’associazione “Voglia di Vivere” denuncia le gravi criticità del sistema sanitario nel Vibonese e in Calabria: ospedali ridotti, carenza di personale, ambulanze in ritardo e liste d’attesa che spingono i cittadini verso il privato o fuori regione

Un appello al consigliere regionale Emanuele Ionà per denunciare le criticità della sanità calabrese e, in particolare, della provincia di Vibo Valentia. A firmarlo è Cosimo Limardo, fondatore e presidente dell’associazione “Voglia di Vivere”, nonché vicepresidente e segretario nazionale del Dipartimento Diversamente Abili del partito Unione Nazionale Italiana. 

Un appello al consigliere regionale Emanuele Ionà per denunciare le criticità della sanità calabrese e, in particolare, della provincia di Vibo Valentia. A firmarlo è Cosimo Limardo, fondatore e presidente dell’associazione “Voglia di Vivere”, nonché vicepresidente e segretario nazionale del Dipartimento Diversamente Abili del partito Unione Nazionale Italiana. 

Liste d’attesa

Nel suo intervento, Limardo spiega di “combattere da anni contro le liste d’attesa negli ospedali di Tropea e Nicotera” e ricorda come, “in passato, strutture come Serra San Bruno e Soriano Calabro coprissero la zona montana, mentre Pizzo Calabro garantiva risposte ai casi di emergenza”. Una rete che, secondo quanto denunciato, “oggi non esiste più”. 

Situazione al limite

La situazione attuale viene descritta come ai “minimi storici” per la sanità calabrese. Nel Vibonese, “rimarrebbe soltanto l’ospedale di Vibo Valentia a coprire l’intera provincia, con la conseguenza che molte persone sarebbero costrette a lasciare la Calabria per curarsi, con il rischio concreto che, in caso contrario, la vita sarà breve”. 

Limardo richiama anche la condizione della provincia di Reggio Calabria, citando gli ospedali di Polistena, Locri e Gioia Tauro, e pone l’attenzione sulle “difficoltà quotidiane del sistema di emergenza: ambulanze che arrivano in ritardo, carenza di medici e infermieri, personale insufficiente nei pronto soccorso e sale d’attesa prive di assistenza adeguata”.

Altro punto centrale della denuncia riguarda le “liste d’attesa per le visite specialistiche”. Secondo quanto riportato, “contattando il Cup i tempi possono arrivare, nei casi migliori, a sei mesi, mentre in altri casi si attendono uno o due anni. Tempi che si azzerano, invece, se si ricorre al privato pagando cifre comprese tra i 100 e i 300 euro, spesso rivolgendosi agli stessi medici che operano nel pubblico e che inviterebbero i pazienti a recarsi presso le strutture private”. 

La richiesta

Nel messaggio rivolto al consigliere regionale Ionà, Limardo fa riferimento anche alle “dichiarazioni rilasciate dal consigliere sui temi delle liste d’attesa e al ruolo istituzionale ricoperto”, ricordando l’”incarico nella presidenza della Quinta Commissione consiliare permanente e quello di segretario della Sesta Commissione Agricoltura, turismo e sport”.

Da qui la richiesta di un incontro o, in alternativa, di una “risposta concreta ed efficiente su come il consigliere regionale possa incidere in modo reale sul miglioramento della sanità calabrese”.

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