La vicenda nasce dalle tensioni interne al Movimento 5 Stelle di Vibo Valentia durante le amministrative del 2024, quelle che hanno portato alla elezione di Enzo Romeo a sindaco; ma approda adesso sul tavolo dei Probiviri nazionali. Domenico Santoro, già capogruppo consiliare pentastellato, è al centro di un procedimento disciplinare che mette in discussione il suo comportamento politico e i rapporti con il gruppo territoriale. La sua risposta, però, ribalta il campo delle contestazioni: non una responsabilità individuale, sostiene, ma scelte maturate attraverso interlocuzioni che coinvolsero più esponenti del Movimento.
La segnalazione e il nodo delle candidature
Nella segnalazione del 31 luglio 2024, sottoscritta dal deputato Riccardo Tucci, dalla coordinatrice provinciale Luisa Santoro e dal rappresentante del gruppo territoriale Michele Furci, vengono contestate a Santoro presunte scorrettezze e iniziative contrarie alle decisioni collegiali. Al centro, la scelta del candidato sindaco per le comunali del 2024. Secondo i firmatari, il gruppo aveva individuato all’unanimità nel giornalista Pietro Comito la figura sulla quale costruire una proposta alternativa a Enzo Romeo, candidato del Pd. La successiva presa di posizione pubblica di Santoro insieme a Romeo avrebbe compromesso quella strategia, favorendo una soluzione diversa da quella concordata. La segnalazione richiama inoltre le polemiche seguite alla formazione della giunta e le accuse di scarsa democraticità rivolte al gruppo territoriale.
Il provvedimento dei Probiviri
Il Collegio nazionale dei Probiviri, con il provvedimento del 24 luglio 2026, protocollo 40/2024, ha disposto l’apertura del procedimento disciplinare. Le contestazioni riguardano il presunto contrasto con le decisioni degli organi del Movimento, comportamenti ritenuti lesivi della sua immagine, la violazione dei criteri di lealtà e correttezza e iniziative che avrebbero alterato le procedure di selezione dei candidati. Il documento apre formalmente la fase disciplinare e riconosce all’interessato la possibilità di presentare memorie e chiedere di essere ascoltato. È dunque su questo terreno che si colloca la replica di Santoro, chiamato a rispondere agli addebiti.
La replica: le decisioni non furono soltanto mie
Nella memoria difensiva, Santoro respinge le contestazioni e respinge soprattutto la ricostruzione che gli attribuisce una responsabilità esclusiva. Sostiene che le interlocuzioni con Enzo Romeo furono condivise con Luisa Santoro e Michele Furci e che nella gestione della vicenda ebbe un ruolo determinante anche lo stesso Riccardo Tucci. Una ricostruzione che, secondo l’ex capogruppo, impone di ascoltare tutti i protagonisti prima di formulare un giudizio. Santoro richiama inoltre le gravi condizioni di salute che, afferma, gli impedirono di svolgere regolarmente la campagna elettorale. Quanto alle accuse di aver danneggiato il Movimento, rivendica il diritto di manifestare dissenso sulle modalità di selezione delle candidature e sulla gestione interna. Nella memoria riferisce anche che, durante una riunione, Tucci avrebbe pronunciato la frase “Qui comando io”, chiedendo che la circostanza venga verificata attraverso l’audizione dei presenti.
Contestato il modello di gestione piramidale
L’interessato nega di aver manipolato le procedure di selezione e contesta che le proprie esternazioni possano essere considerate, di per sé, una violazione della lealtà politica. Non si sarebbe allontanato dal Movimento né avrebbe fondato una formazione alternativa: avrebbe, invece, denunciato quello che definisce un modello di gestione “piramidale”.
Nelle conclusioni, Santoro chiede al Collegio di respingere le contestazioni e sollecita l’apertura di un procedimento nei confronti di Tucci, chiamando in causa la gestione del gruppo. Si dichiara infine disponibile a essere ascoltato, anche in videocollegamento. La partita, dunque, non si esaurisce nella contrapposizione tra una segnalazione disciplinare e una memoria difensiva. Da una parte ci sono accuse di slealtà e violazione delle regole interne; dall’altra, la richiesta di ricostruire responsabilità e decisioni senza isolare un solo protagonista. Sarà il Collegio dei Probiviri a valutare le contestazioni e le ragioni dell’interessato.



