La difesa della Piana degli Scrisi passa da un’assemblea pubblica che ha coinvolto istituzioni locali, operatori del settore agricolo, ambientalisti e residenti. A Maierato cresce infatti la contrarietà al progetto di un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni previsto su un’area agricola ritenuta di particolare valore.
I terreni interessati ospitano coltivazioni legate alla tradizione locale, tra cui il grano Rosìa, antica varietà di cereale considerata un simbolo della biodiversità calabrese. Un patrimonio che, secondo i proprietari dei fondi e i partecipanti alla protesta, rischierebbe di essere compromesso dalla trasformazione dell’area in un polo energetico.
L’iniziativa si è svolta nel centro di aggregazione sociale Falcone e Borsellino, dove numerosi cittadini hanno preso parte al confronto insieme a sindaci del Vibonese, associazioni, tecnici, imprenditori e rappresentanti del mondo agricolo.
Nel corso dell’incontro, ribadito che il tema non riguarda il contrasto alla produzione di energia da fonti rinnovabili, ma la necessità di individuare modalità compatibili con la tutela delle aree agricole di pregio. Secondo i promotori della mobilitazione, la transizione energetica non dovrebbe avvenire attraverso il sacrificio di terreni fertili, produzioni locali e paesaggi costruiti nel corso dei secoli.
La proposta, avanzata da una multinazionale con sede a Roma e già pubblicata sul sito della Regione Calabria, resta dunque al centro dell’attenzione del territorio. Per gli agricoltori degli Scrisi la battaglia appena iniziata riguarda la salvaguardia di un luogo che rappresenta non solo una fonte di reddito, ma anche un elemento dell’identità storica e culturale della Calabria.



