Lungo l’intera costa tirrenica calabrese il moto ondoso sta determinando la formazione di schiume superficiali correlate all’intensa fioritura di microalghe marine. Il fenomeno, favorito dalle condizioni climatiche degli ultimi giorni caratterizzate da elevate temperature, scarso riciclo d’acqua e intenso irraggiamento, sta interessando diversi tratti del litorale. In alcune zone, la concentrazione di clorofilla è risultata tale da influenzare anche la colorazione delle acque, che hanno assunto le caratteristiche tonalità verdi e marroni osservate a seguito della decomposizione delle fioriture.
L’attività
Sul fenomeno è intervenuta Arpacal, impegnata con il proprio personale in una serie di attività di monitoraggio e controllo. “Le attività hanno riguardato diversi fronti, con campionamenti destinati alle analisi microbiologiche per verificare la salubrità delle acque di balneazione e ulteriori prelievi nei corpi idrici che sfociano in mare”. Tra i corsi d’acqua monitorati anche il fiume Angitola, per approfondire il ruolo delle pressioni antropiche nell’arricchimento di nutrienti che possono favorire la crescita delle microalghe. I risultati delle analisi sono aggiornati costantemente sul sito istituzionale di Arpacal e forniscono “una fotografia puntuale delle acque” nei tratti monitorati lungo la costa tirrenica calabrese.
Accanto alle attività di controllo, sono stati effettuati anche interventi operativi. A Scilla, il drone d’acqua ha consentito di rimuovere gli accumuli di schiuma superficiale, contribuendo a migliorare le condizioni dello specchio d’acqua davanti ai bagnanti. Arpacal ribadisce il proprio ruolo di controllo, monitoraggio e supporto tecnico-scientifico “per tutelare la salute dei bagnanti e proteggere gli ecosistemi marini”. Un’attività che, secondo l’Agenzia, “deve essere accompagnata dall’impegno di tutte le istituzioni competenti per trasformare dati e conoscenze in azioni concrete capaci di ridurre le pressioni ambientali che interessano corsi d’acqua e coste”.
Interventi mirati
“Il mare ci restituisce ogni scelta che compiamo sulla terra. Il monitoraggio ambientale e la conoscenza dei fenomeni rappresentano quindi strumenti fondamentali per consentire alle autorità competenti di programmare interventi mirati e garantire una tutela duratura dell’ambiente marino. La protezione del mare passa dalla prevenzione, dal controllo costante e dalla responsabilità condivisa. Proteggere il mare significa proteggere anche noi stessi”, sottolinea Arpacal, richiamando l’importanza di un’azione coordinata per la salvaguardia degli ecosistemi costieri.



