Maria Chindamo, il suo ricordo e il sussulto dei nostri ragazzi

A otto anni dalla scomparsa un flash mob davanti all'ingresso della sua azienda alla presenza di studenti, esponenti della società civile e associazioni antimafia

Una mattinata all’insegna del ricordo e della memoria per dare voce a Maria Chindamo nella ricorrenza dell’ottavo anniversario della sua scomparsa. Il luogo dell’appuntamento è sempre lo stesso: il cancello d’ingresso del suo terreno dove la mattina di venerdì 6 maggio 2024 mani senza scrupoli la strapparono all’affetto dei suoi figli e dei familiari per farla entrare tra le pagine di un libro fatto di tante storie cariche di gesti atroci e quasi sempre impuniti. Cancello di ingresso dove, quella mattina, le prime persone arrivate a seguito dell’allarme lanciato da un dipendente trovarono la sua Dacia Duster bianca col motore ancora acceso e il muretto di recinzione macchiato di sangue.

Di lei nessuna traccia. Di lei solo ricordi che la fanno vivere con forza tra quanti la amarono, ma anche tra quanti non l’hanno mai conosciuta. In contrada “Montalto” di Limbadi sono arrivati da ogni angolo della Calabria. Centinaia di persone che hanno avuto modo di rabbrividire quando l’attrice Lucia Limonta, che assieme ad altri suoi colleghi sta portando in giro per i teatri d’Italia la storia di Maria, si è improvvisamente materializzata tra i presenti offrendo una splendida interpretazione della storia della commercialista di Laureana di Borrello.

Di lei nessuna traccia. Di lei solo ricordi che la fanno vivere con forza tra quanti la amarono, ma anche tra quanti non l’hanno mai conosciuta. In contrada “Montalto” di Limbadi sono arrivati da ogni angolo della Calabria. Centinaia di persone che hanno avuto modo di rabbrividire quando l’attrice Lucia Limonta, che assieme ad altri suoi colleghi sta portando in giro per i teatri d’Italia la storia di Maria, si è improvvisamente materializzata tra i presenti offrendo una splendida interpretazione della storia della commercialista di Laureana di Borrello.

Un flash mob costruito con intelligenza ed efficacia, un monologo carico di determinazione che regala a tutti la sensazione che Maria sia lì tra loro a piangere sul suo amaro destino, ma, soprattutto, per riemergere dalle ceneri dei ricordi e tornare a seminare fiducia, amore, speranza. Ad applaudire più volte l’esibizione di Lucia Limonta ci sono il vescovo di Mileto don Attilio Nostro, il sindaco di Limbadi Leo Mercuri affiancato dall’assessore Alessandra Limardo, dal vicesindaco di Candidoni Luigi Laggisani e dall’assessore Luigi Frezza del Comune di Laureana di Borrello.

 Applaudono anche don Pino De Masi, don Giacomo Panizza,  l’imprenditore Pino Trimboli e i genitori di alcune vittime di mafia, nonché i rappresentanti di tante associazioni provenienti da più parti della Calabria. Tra loro anche una delegazione di “Se non ora quando” in arrivo dal Cosentino. Uno spettacolo tutto da seguire anche quello offerto da studenti arrivati dalle scuole di Botricello, Sersale, Rosarno, San Calogero, Limbadi e Laureana.

La seconda parte della mattinata è tutta per loro. Dopo tanto lavoro svolto nei laboratori teatrali dei loro istituti si prendono la scena con elaborati, poesie e monologhi per raccontare eventi infelici della loro terra e la storia di Maria letta come punto di partenza verso la rinascita della speranza non solo nel comprensorio limbadese, ma in tutta la Calabria. Bella anche la loro partecipazione nella messa a dimora di una quercia in una zona dell’azienda di Maria che, in futuro, avrà un ruolo importante nella crescita culturale dei giovani. A piantare una seconda quercia ci hanno pensato il tenente Giuseppe Garozzo, comandante del Norm della Compagnia di Tropea, e un altro suo collega.

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