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Marisa Manzini parla agli studenti di Merano: la ’ndrangheta non è più un affare calabrese

Il magistrato si è anche soffermato sulla sua esperienza in qualità di sostituto procuratore della Distrettuale antimafia di Catanzaro

Maria Manzini non ha usato mezze parole. Parlando ai ragazzi del Liceo Gandhi di Merano ha spiegato che la ‘ndrangheta non è più una questione calabrese, ma i tentacoli delle potenti cosche sono ormai arrivati ovunque. Boss, affiliati e prestanomi sono impegnati a tessere affari ovunque con l’obiettivo di sfuggire alle strette maglie degli investigatori e dei magistrati di prima linea come lo è stata per anni Marisa Manzini.

Il magistrato, attualmente alla Procura generale di Catanzaro, si è quindi soffermata sui pericoli che incombono anche in Alto Adige. <La ‘ndrangheta – ha spiegato il magistrato di fronte ad una platea numerosa e attenta di studenti e docenti – è arrivata in tutte le regioni d’Italia, quindi anche in queste terre. Ecco perché nessuno può dichiararsi indifferente, considerato che il primo obiettivo delle cosche è quello di poter investire i proventi rastrellati illecitamente>. L’incontro all’Istituto Gandhi è stato organizzato dalla docente Maria Romeo che ha coordinato il gruppo di lavoro del Dipartimento di lettere costituito da Laura Mautone, Pasquale Avati, Greta Plattner, Sara Notaristefano, Simonetta Giovanini, Roberta D’Ambrogio e Francesco Flaim.

Marisa Manzini si è quindi soffermata sulle sue esperienze maturate da magistrato della Dda che l’hanno portata a scrivere i volumi “Fai silenzio ca parrasti assai – Il potere delle parole contro la ‘ndrangheta”, e “Donne custodi, donne combattenti, la signoria della ‘ndrangheta sui territori e persone”.

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