Meridionale Petroli e il porto di Vibo Marina: la sicurezza, la concessione scaduta e una scelta che non può più essere rinviata

Domani il tema sicurezza arriva in Prefettura, mentre a Gioia Tauro si valuta il rinnovo di una concessione scaduta. Due tavoli, un solo rischio: sacrificare Vibo Marina per altri vent’anni

Da una parte la sicurezza. Dall’altra la delocalizzazione dei depositi costieri. È su questo crinale che si gioca una delle partite più delicate degli ultimi decenni per Vibo Valentia. Una partita che corre lungo l’asse Vibo Valentia–Gioia Tauro e che vede contrapporsi due piani solo in apparenza distinti: quello della tutela dell’incolumità pubblica e quello delle scelte di sviluppo. Al centro, Meridionale Petroli. Un impianto che stocca migliaia di metri cubi di carburante nel cuore del porto di Vibo Marina e la cui concessione demaniale è scaduta. Un dettaglio tutt’altro che formale: un rinnovo per altri vent’anni blinderebbe definitivamente l’assetto attuale, bloccando qualsiasi ipotesi di ripartenza, riconversione o riprogrammazione dello scalo. Eppure, mentre il Consiglio comunale ha già espresso un indirizzo politico chiaro – delocalizzare i depositi nell’area industriale di Portosalvo – il dibattito pubblico continua a muoversi come se nulla fosse. O come se il tempo non fosse un fattore decisivo.

Il fronte della sicurezza

Il fronte della sicurezza

Domani in Prefettura si discuterà del piano di emergenza esterno di Meridionale Petroli. Un passaggio tecnico, ma dagli effetti concreti. Sul tavolo c’è l’ipotesi di chiusura del lungomare Amerigo Vespucci, con limitazioni al traffico e possibili interdizioni della spiaggia più frequentata di Vibo Marina. Uno scenario che avrebbe conseguenze immediate: attività commerciali e balneari a rischio, turismo sacrificato, occupazione reale messa in discussione. Altro che tutela dei posti di lavoro. Altro che indotto. A pagare sarebbero imprese e famiglie che nulla hanno a che fare con un impianto considerato, ormai da anni, un fattore di rischio strutturale. Il paradosso è tutto qui: per garantire la sicurezza di un deposito di carburanti si finirebbe per comprimere la vita economica e sociale di un intero tratto di costa.

Concessione scaduta e  silenzio politico

Sull’altro tavolo, quello della Conferenza dei servizi indetta dall’Autorità portuale di Gioia Tauro per valutare il rinnovo della concessione demaniale, tutto procede senza scossoni. I tempi si allungano, le decisioni slittano, il confronto politico resta flebile. La posizione del Comune viene percepita inefficace, debole. Le vie d’uscita dell’apparato tecnico di palazzo Luigi Razza appaiono inconsistenti al cospetto di un colosso come Meridionale Petroli. Tutto discapito di un territorio. Mentre la volontà del consiglio comunale ne esce mortificata. Distrutta. Eppure è a Gioia Tauro che si decide davvero il futuro del porto. Un rinnovo lungo equivarrebbe a una scelta irreversibile: congelare lo sviluppo, rendere incompatibile qualsiasi progetto alternativo, archiviare la vocazione turistica e diportistica dello scalo. La sensazione è che la gestione del territorio sia stata progressivamente delegata a enti sovraordinati, mentre la politica locale fatica a esercitare fino in fondo i propri poteri, a partire da quelli urbanistici.

Una città appesa a una scelta

Il sindaco e l’amministrazione sembrano aver colto la gravità del momento. Ma operano in un contesto complesso, segnato da silenzi, ambiguità e responsabilità non assunte. Domani siederanno a un tavolo istituzionale con Prefettura, Autorità portuale, Vigili del fuoco, Capitaneria, Agenzia delle Dogane. Il rischio, però, è concreto: soccombere. Soccombere non davanti a un’emergenza inevitabile, ma a una scelta politica mancata. Perché oggi si parla di Meridionale Petroli non per ideologia, ma perché la concessione è scaduta. E perché rinnovarla significherebbe condannare Vibo Marina a restare ferma, insicura e priva di prospettiva. Il tempo delle mezze misure è finito. Ora la città ha bisogno di una decisione. Chiara. E assumersene il peso.

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