Sulla vicenda Meridionale Petroli interviene con chiarezza Adriana Teti, già dirigente del Comune di Vibo Valentia, che mette in discussione uno dei punti più ripetuti nel dibattito di questi giorni: l’esistenza di “pareri positivi” sul rinnovo della concessione. Una lettura che, secondo Teti, appare quanto meno parziale. Perché dentro quei pareri – soprattutto quelli dei Vigili del Fuoco e dell’Asp – si nascondono elementi che raccontano una realtà ben diversa.
Pareri favorevoli, ma pieni di criticità
Secondo Teti, parlare semplicemente di pareri positivi è una forzatura. Le prescrizioni contenute nei pareri tecnici, infatti, sono veri e propri campanelli d’allarme. In particolare, l’Asp evidenzia un dato che non può essere ignorato: l’impianto opera a ridosso di aree frequentate da cittadini, tra spiagge, ristoranti e abitazioni. Definire “positivo” un parere che certifica la presenza di un deposito di idrocarburi incollato a bagnanti e residenti significa, di fatto, svuotare di senso il concetto stesso di sicurezza. Anche perché, come sottolinea Teti, non esiste un impianto a rischio zero.
Il nodo sicurezza e viabilità
Le criticità non si fermano qui. Il nuovo Piano di emergenza ed evacuazione comporterà restrizioni su via Amerigo Vespucci, con conseguenze dirette sulla viabilità e sulla fruibilità pubblica dell’area. Un elemento che, secondo l’ex dirigente, dimostra come la presenza della Meridionale Petroli stia già incidendo concretamente sulla vita quotidiana e sulla sicurezza urbana.
Il cortocircuito istituzionale
È proprio da qui che nasce quello che Teti definisce un vero e proprio “cortocircuito”. Da una parte si parla di sicurezza dei cittadini e di riconversione turistica del porto. Dall’altra si continua a consentire l’attività di un impianto industriale in una zona ad alta frequentazione, sulla base di pareri che risultano favorevoli solo formalmente, ma che nei contenuti evidenziano criticità evidenti. Il risultato è una situazione sospesa, in cui il futuro del porto resta legato più a una speranza burocratica che a una scelta concreta. E mentre si discute, l’impianto continua a operare, nel cuore della città.


