Minacce a Klaus Davi a Soriano Calabro: ormai sono abituato, non fa più notizia (video)

Il giornalista racconta due episodi avvenuti durante la giornata di ieri, quando si sarebbero dovuti svolgere i funerali di Antonino Macrì: dal gesto della gola tagliata mimato da un uomo agli insulti ricevuti al cimitero. Decisivo l'intervento di Polizia e Carabinieri

I manifesti erano affissi in tutto il paese, accompagnati anche da frasi di partecipazione e di profondo cordoglio da parte dei familiari, tra cui “ti vogliamo bene zio Nino” e “Ciao Nonno Nino”. L’appuntamento per l’ultimo saluto ad Antonino Macrì era stato fissato per le 17 di ieri al Santuario di San Domenico di Soriano Calabro, orario in cui avrebbero dovuto svolgersi le esequie. Tuttavia, poco prima dell’inizio della funzione religiosa, si sono presentate nel luogo di culto quattro pattuglie della Polizia e dei Carabinieri che hanno ufficialmente comunicato l’annullamento del rito su decisione della Questura di Vibo Valentia.

Massiccia presenza di Polizia e Carabinieri

La notizia ha destato immediato sconcerto tra i numerosi amici, congiunti e conoscenti che si erano radunati e che avrebbero voluto presenziare alla messa in ricordo di Macrì, persona molto nota nel borgo anche per la sua attività svolta nell’ambito della Protezione Civile. Nonostante il blocco della celebrazione, i presenti non hanno rinunciato a rendergli omaggio, rivolgendogli un saluto in via Giuseppe Garibaldi, dove fin dal mattino era stata allestita e aperta la camera ardente. Molti di coloro che intendevano partecipare al servizio funebre si sono ammassati attorno all’ingresso, attendendo fino alle 19, momento in cui si è proceduto con l’inumazione. Si è trattato di un evento blindato, a cui hanno potuto accedere esclusivamente i parenti stretti, caratterizzato da un presidio massiccio e capillare delle forze dell’ordine. Non si conoscono le motivazioni del provvedimento della Questura.

Nel corso della giornata, il giornalista Klaus Davi, giunto sul posto per documentare i fatti, è stato vittima di gravi intimidazioni. Nello specifico, è stato minacciato di morte da un uomo che ha mimato il gesto della gola tagliata e, successivamente, da un altro individuo che nei pressi del cimitero gli ha urlato contro “brutto ricchione non filmare”, arrivando a tentare una violenza fisica sventata solo grazie al pronto intervento di agenti e militari. A ricostruire integralmente l’accaduto e i legami familiari e giudiziari della vicenda è stato lo stesso Klaus Davi in un messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook.

“Ormai sono abituato”

Come riporta Davi nel suo post, “Antonino Macrì è il padre di Francesca Macrì, madre di Aurora Simoncini, la moglie di Marco Ferdico ex capo della curva dell’Inter e diventato collaboratore di giustizia. Ferdico ha confessato il proprio coinvolgimento nell’omicidio di Vittorio Boiocchi ucciso a Milano il 22 ottobre 2022. Nel procedimento è emerso (da verificare processualmente) il ruolo di Pietro Simoncini, in passato legato sentimentalmente alla Macrì e indagato anch’egli dalla Procura di Milano in qualità di presunto killer dell’ultrà Boiocchi ed è a sua volta autore di un’ammissione di colpa”.

Commentando le intimidazioni ricevute e il contesto del caso, il reporter ha affidato ai social le sue considerazioni: “Ormai sono abituato, non fa più notizia. L’unica mia colpa è stata quella di scavare sui collegamenti fra la Calabria e i delitti dei tifosi ultrà milanesi, connessioni inizialmente forse sottovalutate. Anche questi avvertimenti sono indicativi, un’ennesima prova che avevo capito fin dall’inizio le dinamiche di questa storia, ma per rendersi conto di tutto questo bisognerebbe ogni tanto verificare i fatti sul campo ….”.

 

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

Il New York Times celebra la Costa degli Dei, il Sole 24 Ore fotografa lo spopolamento dei capoluoghi calabresi: due immagini della stessa terra che impongono una domanda sulla politica e sul futuro
Smajlaj Fisnik, coinvolto nell’inchiesta “Gentleman II”, è rientrato in Italia scortato dall’Unità I-CAN dell’Interpol. È accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e di aver fornito oltre 30 chili di eroina alla cosca Abbruzzese di Cassano allo Ionio
I controlli dell’Arpacal rilevano valori di escherichia coli ed enterococchi intestinali ben oltre i limiti consentiti. Un problema segnalato da anni che torna a mettere sotto i riflettori la “bomba ecologica” del litorale nicoterese

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792