C’è anche l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Melicucco, Gabriele Bruzzese, tra le persone coinvolte nell’operazione scattata questa mattina nella provincia di Reggio Calabria. I militari del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria – Ufficio G.I.P.-G.U.P., nei confronti di 12 soggetti: 7 dei quali destinatari della custodia cautelare in carcere e 5 sottoposti agli arresti domiciliari. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, violenza privata aggravata, detenzione illegale di armi e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Contestualmente, data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo avente ad oggetto un’impresa individuale finalizzata alla gestione di una cava di inerti e un terreno.
Il controllo del territorio
Le indagini, avviate dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro nel maggio 2022, hanno preso le mosse, anche, dalle risultanze investigative dei procedimenti “Crimine” e “Ndrangheta Stragista”, consentendo di ricostruire le dinamiche associative della locale di ‘ndrangheta di Melicucco. L’attività investigativa ha permesso di ricostruire la genesi del sodalizio, risalente all’incirca a un secolo fa, nonché le principali fasi della sua evoluzione, attraverso l’avvicendamento dei vertici nel tempo, sino a delinearne l’attuale assetto. Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti diversi episodi estorsivi e di violenza privata aggravata, anche nei confronti di amministratori locali, che avrebbero evidenziato la capacità intimidatoria del sodalizio e il suo capillare controllo criminale del territorio.
Il ruolo delle armi e il commercio di droga
Le investigazioni hanno inoltre consentito di raccogliere elementi utili a contestare la concreta disponibilità di armi da parte dell’associazione di tipo mafioso. Gli approfondimenti si sono estesi anche al settore degli stupefacenti: sebbene il traffico di droga non costituisse il core business della locale di Melicucco, gli appartenenti al sodalizio non avrebbero rifuggito dall’occuparsene in caso di necessità, con alcune trattative già avviate che non sono giunte a compimento per circostanze fortuite. Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.
Blitz contro la ’ndrangheta: 12 arresti eseguiti dai Carabinieri (nomi)



