“Oggi, alle 11, al Consiglio regionale, audizione alla Commissione Sanità della proposta di legge di iniziativa popolare per gli ospedali di montagna della regione Calabria, Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli”. Con questo messaggio pubblicato su Facebook, Rocco La Rizza, presidente del comitato San Bruno e da sempre in prima linea in difesa del presidio ospedaliero di Serra San Bruno e della sanità nell’entroterra vibonese, ha annunciato la discussione dell’iniziativa legislativa al Consiglio regionale della Calabria.
L’incontro fa seguito alla convocazione formale emanata dal Settore Commissioni del Consiglio regionale per la trattazione della proposta di legge n. 110/13^ di iniziativa popolare, intitolata “Istituzione dell’Azienda ospedaliera unica regionale dei Presidi ospedalieri di zona montana di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno, Soveria Mannelli”.
La tutela della salute
La Rizza ha evidenziato le motivazioni fondamentali che sorreggono la mobilitazione dei territori montani: “Oltre a discutere della legge faremo presenti le ragioni che ci hanno spinto a portare avanti questa proposta, il malato va curato sul posto. I nostri presidi devono tornare a essere degli ospedali veri, devono tornare a curare gli ammalati come si è fatto prima del 2010”.
Il valore strategico dei presidi contro lo spopolamento
Nel suo intervento, il presidente del comitato San Bruno ha voluto rimarcare il profondo legame tra l’assistenza sanitaria e la tenuta demografica ed economica delle aree interne: “Questa operazione può fermare lo spopolamento, perché per anni un ospedale attivo è stato il volano per lo sviluppo di tutto il territorio. Oggi noi diamo una possibilità alla classe politica di fare il bene delle popolazioni che vogliono continuare a vivere nella montagna”, ha concluso La Rizza, sollecitando un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni regionali per garantire il diritto alla salute nelle aree montane.



