Palmi, il Tribunale del Lavoro rigetta il ricorso dell’ex presidente Guacci contro l’Autorità Portuale

Nessun diritto a TFR o differenze retributive: prescrizione quinquennale e mancanza di prove decisive alla base della sentenza

Con la sentenza n. 504 del 9 maggio 2025, pronunciata nel giudizio n. 2677/2024, il Tribunale di Palmi, nella persona del Giudice del Lavoro dott. Carlo Gabutti, ha rigettato integralmente il ricorso presentato da Giuseppe Guacci, ex Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, contro la stessa Autorità.

Guacci aveva adito il giudice per ottenere il riconoscimento del diritto alla corresponsione del TFR e delle differenze retributive riconducibili al trattamento economico dei dirigenti generali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A sostegno della sua richiesta, chiedeva inoltre la condanna dell’AdSP al pagamento delle somme richieste, oltre al rimborso delle spese processuali.

Tuttavia, il Tribunale, accogliendo le difese avanzate dall’Autorità portuale, ha ritenuto che le pretese economiche avanzate fossero prescritte, in quanto di natura retributiva, e quindi soggette alla prescrizione quinquennale secondo l’art. 2948 nn. 4 e 5 del Codice Civile.

Nel dettaglio, il Giudice ha rilevato come non sia stata fornita prova dell’interruzione della prescrizione nei cinque anni successivi alla cessazione dell’incarico da parte del ricorrente. Anche per quanto riguarda il TFR, la documentazione prodotta da Guacci è risultata riferita esclusivamente alle differenze retributive, e non idonea a interrompere i termini di prescrizione del diritto al trattamento di fine rapporto.

Alla luce di tali considerazioni, il ricorso è stato respinto in toto, con la condanna dell’ex Presidente al pagamento delle spese legali in favore dell’Autorità portuale.

© Riproduzione riservata

Ti Potrebbe Interessare

Giovedì prossimo incontro in piazza a Limbadi per illustrare i cinque quesiti e sensibilizzare tesserati e cittadini sull’importanza del voto
Le scelte dell’esecutivo nazionale ‘scippano’ oltre due miliardi di euro già assegnati alle province italiane. Nel Vibonese a rischio cantieri aperti e investimenti per la sicurezza
I nuovi nomi sono contenuti nel decreto di perquisizione eseguito nelle settimane scorse dalla Squadra mobile a Messina

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792

Abilita Notifiche OK No grazie