Mare più pulito e fiducia ritrovata: Vito Pitaro elogia la strategia della Regione e chiede di non abbassare la guardia

Il consigliere regionale di Noi Moderati sottolinea il miglioramento della qualità delle acque (soprattutto a Pizzo) e riconosce il lavoro di Regione, Procura, Arpacal, forze dell’ordine e istituzioni scientifiche: la strada è quella giusta, ma il risultato deve essere una base di partenza

Il mare di Pizzo cambia volto e, con esso, cambia anche il tono del dibattito sulla qualità delle acque. Dopo anni segnati da criticità ambientali, divieti temporanei di balneazione e immagini che hanno danneggiato l’immagine turistica della città, il mese di luglio consegna, secondo il consigliere regionale di Noi Moderati Vito Pitaro, un quadro sensibilmente diverso. Un miglioramento che Pitaro attribuisce al lavoro congiunto di Regione, enti di controllo, forze dell’ordine e istituzioni scientifiche e che, a suo giudizio, dimostra come programmazione e controlli possano incidere concretamente sulla tutela del territorio.

Pitaro interviene partendo da una considerazione personale, prima ancora che politica: “Come cittadino, prima ancora che come consigliere regionale — da chi questa comunità la vive da vicino e ne respira la vita quotidiana — conosco profondamente la frustrazione che negli anni passati ha accompagnato le estati di residenti, villeggianti e operatori turistici”.

Le criticità del passato

Per troppo tempo, ricorda Pitaro, il mare di Pizzo è stato associato alle cronache sulle emergenze ambientali. Acque colorate di verde, fenomeni di contaminazione e provvedimenti temporanei di divieto di balneazione nei punti più critici avevano alimentato un clima di sfiducia tra cittadini e operatori turistici.

Alla base di quegli episodi, spiega, vi erano anche “la fragilità della rete di depurazione, le criticità lungo i corsi d’acqua e i torrenti che sfociano sul nostro litorale”, oltre ai fenomeni di fioritura algale accentuati dalle alte temperature. “Erano immagini e titoli di giornale che ferivano il nostro territorio e penalizzavano un tessuto economico forte di una secolare vocazione all’accoglienza”, sottolinea Pitaro. Oggi, però, la situazione descritta dal consigliere regionale appare diversa: “La fotografia di questo mese di luglio ci consegna un quadro profondamente diverso e incoraggiante”.

Il riconoscimento alla macchina istituzionale

Per il consigliere regionale vibonese il cambiamento non sarebbe riconducibile al caso o alle condizioni meteorologiche favorevoli. “Il miglioramento sensibile e tangibile della qualità e della limpidezza del nostro mare non è frutto del caso o di una favorevole congiuntura meteorologica, ma il risultato visibile di una strategia precisa, fatta di programmazione, controlli e lavoro di squadra”. Da qui il riconoscimento alla Regione Calabria e alle istituzioni impegnate sul territorio. Un plauso particolare viene rivolto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, “per la visione e la determinazione con cui ha guidato e coordinato questa strategia, ponendo la tutela ambientale al centro dell’azione di governo regionale”.

Pitaro cita inoltre l’assessore all’Ambiente Montuoro e il dirigente Siviglia, ringraziandoli “per l’impegno e la competenza con cui hanno seguito da vicino ogni fase di questo percorso”.

Nel suo intervento il consigliere regionale riconosce quindi il ruolo della Procura di Vibo, delle istituzioni scientifiche coinvolte, del Dipartimento Ambiente regionale, di Arpacal, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia Costiera e delle altre Forze dell’Ordine. Un lavoro di sorveglianza che, sottolinea, è stato condotto anche attraverso “tecnologie innovative e droni ambientali”, con l’obiettivo di prevenire e sanzionare ogni forma di scarico illecito.

Non basta la rassegnazione

Per Pitaro, dunque, il mare pulito assume anche un significato politico e amministrativo. “Vedere un mare pulito a Pizzo Calabro nel mese di luglio non è soltanto un risultato tecnico: è l’affermazione di un principio politico fondamentale”. La tutela ambientale, aggiunge, «”on si fa con gli slogan o con la rassegnazione, ma con l’assunzione di responsabilità, il coordinamento rigoroso delle competenze e la continuità degli interventi”.

Il risultato raggiunto, però, non deve tradursi in un abbassamento della soglia di attenzione. “La strada imboccata è quella giusta, ma la guardia non va abbassata”, avverte Pitaro. Il primo scorcio d’estate deve quindi rappresentare “non un punto di arrivo, ma una solida base di partenza” sulla quale continuare a costruire il futuro sostenibile della Costa degli Dei e dell’intero litorale calabrese.

Il mare come investimento sul futuro

La conclusione del consigliere regionale lega direttamente la qualità ambientale alla prospettiva economica e turistica del territorio. Restituire un mare eccellente ai cittadini di Pizzo e ai turisti significa, secondo Pitaro, “restituire futuro, valore ed entusiasmo alla Calabria intera”.

E proprio la capacità di affrontare le criticità ambientali attraverso controlli, legalità e una macchina amministrativa coordinata rappresenterebbe, per il consigliere di Noi Moderati, un cambio di passo più generale: “Dimostrare che la legalità ambientale e l’efficienza amministrativa possono curare ferite storiche non è soltanto un dovere verso la nostra comunità, ma è il segno tangibile di una Regione che ha smesso di subire le emergenze e ha finalmente imparato a governare il proprio destino”.

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