Pizzo, scompare l’ultimo maestro gelatiere custode della ricetta del Tartufo

Un allievo di don Pippo De Maria, colui che ebbe l'intuizione di creare il famoso gelato ancora oggi tra i più apprezzati

Pizzo perde Emanuele Ingenuo, l’ultimo testimone e custode della storia del famoso Tartufo gelato. La cittadina tirrenica è infatti in lutto per la perdita dell’ apprezzato e stimato maestro gelatiere che visse in prima persona la nascita del famoso “pezzo pregiato” della gelateria napitina.

 Con la sua scomparsa si spegne così l’ultima fiamma di un capitolo storico che ha segnato in modo indelebile il percorso del gelato locale, influenzando ancora oggi l’economia del territorio…perdersi il Tartufo a Pizzo è come visitare Napoli senza assaporare la pizza o il babà. Emanuele Ingenuo, un signore di altri tempi, un vero gentiluomo che con dedizione custodiva gli importanti momenti che diedero luce alla creazione dell’iconico dessert; aveva 90 anni e fino a qualche anno fa a chi gli chiedeva le origini del Tartufo, raccontava minuziosamente dettagli e retroscena.

 Con la sua scomparsa si spegne così l’ultima fiamma di un capitolo storico che ha segnato in modo indelebile il percorso del gelato locale, influenzando ancora oggi l’economia del territorio…perdersi il Tartufo a Pizzo è come visitare Napoli senza assaporare la pizza o il babà. Emanuele Ingenuo, un signore di altri tempi, un vero gentiluomo che con dedizione custodiva gli importanti momenti che diedero luce alla creazione dell’iconico dessert; aveva 90 anni e fino a qualche anno fa a chi gli chiedeva le origini del Tartufo, raccontava minuziosamente dettagli e retroscena.

Emanuele Ingenuo

 Era infatti accanto al compianto Giuseppe De Maria, dai più conosciuto come “don Pippo”, ovvero colui che ebbe l’intuizione di creare il famoso Tartufo gelato; creazione che soltanto mezzo secolo dopo gli venne riconosciuta dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.288 del 12/12/2007. La nascita è infatti precedente: tutto ebbe inizio il 14 giugno 1953, nel corso del matrimonio della figlia del direttore del Banco di Napoli. In quell’occasione, don Pippo, affiancato dai fratelli Ingenuo (Emanuele e Pino), si trovò di fronte a una richiesta massiccia di dessert senza avere abbastanza formine a disposizione. Ma non si fece prendere dal panico e con ingegno e creatività, nell’incavo della mano sovrappose due porzioni di gelato, al cioccolato e alla nocciola, al cui interno aggiunse del cioccolato fuso ed avvolse il tutto in un foglio di carta da zucchero, creando così il celebre Tartufo gelato. 

Questa creazione ha conquistato il palato di molte generazioni, diventando un simbolo iconico, apprezzato non solo a Pizzo ma anche oltre confine. L’eredità di Emanuele Ingenuo è stata tramandata con cura ai suoi discendenti, che oggi continuano nella tradizione del capostipite. Con la sua scomparsa, si chiude un capitolo importante della storia legata alle origini dell’importante dessert gelato. Le esequie del maestro si terranno domani presso il Santuario di San Rocco e San Francesco di Paola, dove sarà possibile rendergli l’ultimo saluto. 

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