Per la prima volta, i temi di scienza, mare e ambiente sono stati affrontati in maniera integrata durante un convegno ospitato presso la Casa della Cultura di Pizzo Calabro. L’evento ha visto la partecipazione del prefetto, Anna Aurora Colosimo, e di amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, enti preposti alla tutela e tecnici del settore, riuniti per analizzare lo stato di salute della costa tirrenica e individuare soluzioni concrete contro il degrado ambientale.
L’inquinamento marino rimane un tema caldo per il tratto compreso tra Pizzo e Capo Vaticano, specialmente durante la stagione estiva quando si moltiplicano le segnalazioni di chiazze sospette, scarichi non autorizzati e rifiuti sulle spiagge. Tra i punti più attenzionati spicca il tratto di mare in località Pineta Mare a Pizzo, da anni caratterizzato da una colorazione verdastra delle acque. Sul punto è intervenuto il direttore generale dell’Arpacal, Michelangelo Iannone, fornendo rassicurazioni ai bagnanti sulla qualità e la sicurezza dei rilievi effettuati.
La svolta puntando su prevenzione e controlli
Dai vari interventi è emersa la necessità di affiancare all’azione repressiva degli illeciti una forte strategia di prevenzione, in linea con le direttive europee. Se il contrasto agli scarichi abusivi e all’abbandono dei rifiuti resta prioritario, la tutela a lungo termine del territorio richiede interventi strutturali prima che il danno ambientale si verifichi. I partecipanti al convegno hanno sottolineato come alle analisi tecniche debbano ora seguire interventi pratici e risolutivi, per restituire pieno valore turistico, economico ed ecologico a uno dei tratti costieri più prestigiosi del Mediterraneo.



