Sul far del mezzogiorno, davanti al presidio realizzato dal Comitato civico, guidato con la giusta determinazione da Marisa Valensise, arriva il parlamentare Francesco Cannizzaro, “scortato” dai sindaci azzurri della Piana. Con lui arriva anche l’uragano. Impetuose folate di vento e fitta pioggia spazzano via gazebo e tende da campeggio per la notte. Un paio di minuti e dell’“accampamento” dei “ribelli” non resta più nulla.
Sul far del mezzogiorno, davanti al presidio realizzato dal Comitato civico, guidato con la giusta determinazione da Marisa Valensise, arriva il parlamentare Francesco Cannizzaro, “scortato” dai sindaci azzurri della Piana. Con lui arriva anche l’uragano. Impetuose folate di vento e fitta pioggia spazzano via gazebo e tende da campeggio per la notte. Un paio di minuti e dell’“accampamento” dei “ribelli” non resta più nulla.
Il maltempo spazza via i gazebo
Nessuno, però, si strappa i capelli. La tempesta anticipa soltanto quello che sarebbe, comunque, successo da lì a poco. Cannizzaro, affiancato anche dal sindaco di Polistena Michele Tripodi, trova rifugio, assieme a tutti i presenti, nell’atrio del nosocomio. Qui non delude le aspettative, offrendo quel minimo di garanzie che tutti speravano arrivassero. In sintesi, martedì prossimo sarà adottato un provvedimento in base al quale, per un altro anno, l’ospedale di Polistena continuerà a funzionare regolarmente con l’impiego di tutti i medici necessari. In tale lasso di tempo, bisognerà continuare a lavorare per trovare una soluzione definitiva che favorisca la gestione ottimale dell’ospedale spoke di Polistena, sul quale si riversano le necessità di tutti gli abitanti della Piana e anche oltre.
Marisa Valensise: non molleremo
“A questo punto – sostiene Marisa Valensise che, negli ultimi quattro giorni, assieme a tutto il Comitato e ai sindaci dei comuni limitrofi, con in testa Michele Tripodi e Michele Conia (Cinquefrondi), ha sopportato enormi disagi – di fronte alle precise garanzie offerte dal parlamentare Francesco Cannizzaro e che saranno ben presto verificate, non possiamo che raccogliere quel che resta del nostro presidio e tornare a casa. Sia ben chiaro – aggiunge – che non molleremo di un millimetro e non abbasseremo la guardia. Salta, anche per le avversità climatiche previste, la fiaccolata in programma per sabato prossimo, che viene semplicemente rinviata ad altra data”.
Non c’è che da incrociare le dita e guardare avanti. I quattro giorni di protesta, in ogni caso, hanno scosso il “letargo” sanitario della Piana. Adesso nessuno può continuare a far finta di nulla.


