Ponte sullo Stretto, la Commissione Ue chiede chiarimenti all’Italia

Bruxelles sta esaminando il progetto notificato nel giugno 2025 per verificare il rispetto delle norme europee su appalti pubblici, ambiente e tutela degli habitat. L’Unione europea conferma il dialogo con le autorità italiane

La Commissione è in contatto con le autorità italiane per chiarire alcuni aspetti del progetto del ponte di Messina, notificato alla Commissione nel giugno 2025 per valutare come le disposizioni del diritto dell’Ue, in particolare quelle relative agli appalti pubblici, alle valutazioni di impatto ambientale e alla tutela degli habitat naturali e delle specie, siano applicate in questo caso specifico. Come per tutti i progetti notificati alla Commissione, gli scambi in corso mirano a garantire chiarezza e comprensione reciproca”. Lo riferisce all’ANSA un portavoce della Commissione europea, interpellato sul rispetto, nell’appalto per il Ponte, del limite del 50% previsto per l’aumento del valore del contratto rispetto all’importo originario aggiornato.

In contatto con l’Italia

“La Commissione sta seguendo le procedure standard applicabili a tutti i grandi progetti nell’Ue e rimane in stretto contatto con le autorità italiane. Apprezziamo il dialogo costruttivo con loro e continueremo a lavorare in spirito di cooperazione”.

“Ai sensi dell’articolo 72 della direttiva sugli appalti pubblici, i contratti possono essere modificati durante la loro validità senza una nuova procedura di gara, a condizione che siano soddisfatte le condizioni ivi previste; le modifiche che non rientrano in tali condizioni richiedono una nuova procedura di appalto. In particolare, sono possibili modifiche sostanziali qualora la necessità di modifica sia dovuta a circostanze imprevedibili, non alterino la natura complessiva del contratto e l’eventuale aumento di prezzo risultante non superi il 50% del valore originario (a tal fine, il valore di riferimento è il prezzo aggiornato quando il contratto include una clausola di indicizzazione e quando sono apportate diverse modifiche successive, e tale limitazione si applica al valore di ciascuna modifica)”, precisa il portavoce.

“Nei suoi scambi con le autorità italiane, la Commissione ha fornito alcuni orientamenti sulla metodologia che l’amministrazione aggiudicatrice competente dovrebbe applicare per verificare la conformità a tali condizioni prima di autorizzare le modifiche previste. Le autorità italiane hanno indicato di aver tenuto debitamente conto di tali orientamenti metodologici e hanno confermato che, sulla base dell’interpretazione proposta dalla Commissione, le modifiche previste soddisfano i requisiti pertinenti previsti dal diritto dell’Ue”, conclude.

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