La memoria come fondamento della democrazia, la legalità come scelta quotidiana, il valore della testimonianza diretta di chi ha servito lo Stato nei momenti più difficili della storia italiana. Sono stati questi i temi centrali della presentazione del Festival e Premio IusArteLibri “Il Ponte della Legalità” 2026, manifestazione ideata e presieduta dall’avvocato Antonella Sotira, che anche quest’anno si conferma uno dei più autorevoli laboratori culturali italiani dedicati all’intreccio tra diritto, letteratura, arte e memoria civile.
Tema dell’edizione 2026 “Non c’è Futuro senza Memoria”, ispirato alla celebre riflessione di Primo Levi, con l’obiettivo di trasformare la lettura in uno strumento di coscienza civica, responsabilità collettiva e costruzione del bene comune. Al centro della serata la presentazione dell’opera corale “Commissari: Storie di Vita”, intensa raccolta di testimonianze dei Vice Commissari della Polizia di Stato del 71° corso, iniziato il 2 novembre 1987. Sedici funzionari hanno ricostruito, attraverso racconti autobiografici, anni segnati da sacrifici, impegno istituzionale e senso del dovere, offrendo uno spaccato umano e professionale di una generazione di servitori dello Stato.
Minuto di silenzio per le vittime del terrorismo
Un momento particolarmente toccante ha preceduto gli interventi ufficiali: il minuto di silenzio dedicato ai trenta poliziotti della Questura di Roma uccisi dal terrorismo e ai 2554 servitori dello Stato morti in servizio. Un passaggio di forte intensità emotiva che ha accompagnato la prolusione di Francesco Greco, componente del direttivo scientifico del Premio e sostenitore della candidatura dell’opera nella sezione “Virtus Animi – Diari Ispirativi”. A rendere omaggio agli autori è stato il Questore di Roma Roberto Massucci, che ha richiamato il valore imprescindibile della memoria per ogni istituzione democratica, sottolineando come il ricordo dei servitori dello Stato rappresenti un dovere morale e civile.
Nel corso dell’incontro, il giornalista Guido Boffo ha intervistato quattro dei sedici autori presenti: Raffaele Clemente, promotore della raccolta, insieme a Francesca Vitulli, Fiorenza Maffei e Daniela Poduti Riganelli. Le dirigenti hanno raccontato con lucidità le difficoltà vissute dalle donne in divisa negli anni Ottanta, tra resistenze culturali, sacrifici personali e ostacoli professionali affrontati con determinazione e spirito di servizio.
Wanda Ferro: la legalità si afferma nei gesti quotidiani
Tra i contributi più significativi della giornata, il videomessaggio del sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, che ha attribuito al Premio IusArteLibri un “alto valore istituzionale e sociale”, definendolo “un autentico presidio culturale della legalità”. Nel suo intervento, Wanda Ferro ha rivolto un saluto alla parlamentare Daniela Spollini, al Questore Roberto Massucci, alla presidente Antonella Sotira e al consigliere del Premio Francesco Greco, ringraziando inoltre Raffaele Clemente, Fiorenza Maffei e Francesca Vitulli per il contributo alla stesura del libro, curato da Wilson Moreno.
“La legalità – ha affermato il sottosegretario – non deve essere considerata un principio astratto e lontano da noi, ma una scelta costante, ripetuta, quotidiana”. Wanda Ferro ha insistito sul fatto che il rispetto delle regole si costruisce prima di tutto nei comportamenti individuali: “Raffermare la legalità significa spesso sapere rinunciare a un beneficio immediato o a un rapido guadagno personale, scegliendo invece di impegnarsi giorno dopo giorno per una società più giusta”. Secondo il sottosegretario, la legalità “non si afferma soltanto nelle stazioni di polizia o nei tribunali, ma anche nella quotidianità dei gesti personali più piccoli, semplici ma concreti”.
Arte e cultura contro superficialità e ignoranza
Nel suo messaggio, Wanda Ferro ha dedicato ampio spazio al rapporto tra cultura e legalità, definendolo “un binomio importante che occorre valorizzare e rafforzare”. “Con la cultura, con l’arte, in qualsiasi forma essa si esprima – ha spiegato – si combattono superficialità, generalizzazioni e ignoranza”. Per il sottosegretario, l’arte non può essere considerata soltanto “una bellezza fine a se stessa”, ma deve diventare “portatrice di valori profondi” capaci di suscitare riflessione ed emozioni.
Wanda Ferro ha quindi collegato questi principi alla sua esperienza istituzionale come sottosegretario con delega all’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ricordando l’esposizione di 88 opere d’arte confiscate alla criminalità tra Roma, Milano e Reggio Calabria tra dicembre 2024 e aprile 2025. “Si trattava di opere di altissimo valore artistico e culturale – ha sottolineato – che dopo un lungo periodo sono tornate patrimonio dell’intera comunità”. Un passaggio che il sottosegretario ha indicato come esempio concreto della trasformazione di beni acquisiti illegalmente in patrimonio collettivo, “per riaffermare insieme il valore della legalità, dell’arte, della bellezza e della cultura”.
Il tributo ai servitori dello Stato
Ampio il riferimento anche al libro “Commissari: Storie di Vita”, definito dal sottosegretario “una testimonianza del senso del dovere, dello Stato, della giustizia e della legalità”. Il sottosegretario ha evidenziato la forza narrativa della testimonianza autobiografica dei sedici funzionari della Polizia di Stato del 71° corso, parlando di “missione” iniziata ben prima del 2 novembre 1987.
“Questo libro – ha dichiarato – mi offre l’occasione per esprimere la mia più sincera gratitudine verso i servitori dello Stato che quotidianamente lavorano con dedizione e spirito di servizio”. Un lavoro “spesso silenzioso e non sempre adeguatamente riconosciuto”, ma fondamentale per garantire sicurezza e rispetto della legalità. Nel passaggio finale del suo intervento, Wanda Ferro ha lanciato anche un messaggio rivolto ai giovani: “Spero che questo libro e il riconoscimento del Premio IusArteLibri possano spingere tanti ragazzi a entrare in Polizia, a scrivere, o magari a fare entrambe le cose, affermando così i valori della giustizia e della legalità”.
L’attesa per Aldo Cazzullo
La serata ha infine rilanciato l’attesa per la premiazione del giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, insignito per la sua opera dedicata a San Francesco, figura indicata dagli organizzatori come simbolo universale di pace, dialogo, mitezza e rinascita civile e spirituale. Da sedici anni il Premio IusArteLibri continua così a costruire un ideale “ponte della legalità” tra territori, istituzioni, associazioni e mondi culturali, dalla Calabria a Roma fino a Pontremoli, città del Libro e del Premio Bancarella, nel segno della memoria e della difesa dei valori democratici.






