La musica come esperienza condivisa, strumento educativo e leva sociale. Con questa visione prende forma la terza edizione del Premio nazionale “Nati per la Musica”, in programma il 3 ottobre 2026 a Mileto, iniziativa che punta a valorizzare le migliori esperienze italiane dedicate alla pratica musicale nei primi anni di vita.
Una rete ampia tra cultura, sanità e territorio
Il premio è promosso dall’Associazione Cantiere Musicale Internazionale APS – che porta il sigillo del maestro Roberto Giordano – e dal programma Nati per la Musica, sostenuto dal Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini e dall’Associazione Culturale Pediatri. Alla costruzione del progetto contribuiscono anche partner internazionali e territoriali come l’Institut Royal Supérieur de Musique et Pédagogie e l’Libellula Afasp, con il patrocinio del Comune di Mileto, della Federazione Italiana Medici Pediatri sezione Calabria e dell’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale. Un sistema articolato che unisce competenze educative, musicali e sanitarie, con un obiettivo preciso: promuovere la musica come diritto fin dalla nascita.
Focus su inclusione e fragilità
Il premio si rivolge a realtà che operano con famiglie e bambini dalla gravidanza ai sei anni, con particolare attenzione ai contesti di povertà educativa, isolamento sociale e rischio di dispersione. Tra i criteri di valutazione, non solo la qualità dei progetti, ma anche la capacità di rafforzare il rapporto genitore-figlio e di sostenere la genitorialità in situazioni complesse, comprese quelle legate a disabilità psicofisiche. I tre migliori progetti saranno selezionati attraverso il bando pubblico e valutati da una giuria composta da esperti di musica, pedagogia e pediatria.
Il premio speciale per i pediatri
Accanto al riconoscimento principale, è previsto un premio speciale intitolato al Beato don Francesco Mottola, dedicato a pediatri che si siano distinti nella promozione della musica in famiglia. Le candidature potranno essere presentate direttamente dalle famiglie entro il 30 giugno 2026, a conferma del ruolo attivo della comunità nel riconoscere le buone pratiche.
Le voci dei promotori
“La terza edizione rappresenta un momento di riconoscimento e valorizzazione delle migliori pratiche educative”, sottolinea Rita Emanuela Galvagno, evidenziando come il premio dia visibilità a progetti capaci di coniugare qualità, inclusione e accessibilità, mettendo al centro il diritto di ogni bambino a crescere in un ambiente ricco di stimoli sonori e relazionali. Sulla stessa linea Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini, che richiama il valore sociale della musica: un’esperienza condivisa che supera confini e differenze, diventando strumento di incontro e, in prospettiva, seme di pace.
Il ruolo del Cantiere Musicale Internazionale
Cuore organizzativo dell’iniziativa è l’Associazione Cantiere Musicale Internazionale APS di Mileto, attiva da oltre sedici anni come punto di riferimento culturale regionale. L’associazione promuove stagioni concertistiche con il supporto del Ministero della Cultura, della Comunità Europea e della Regione Calabria, anche grazie alla collaborazione con la Società Beethoven A.C.A.M.. Sul fronte della formazione, il Cantiere si avvale del contributo di docenti e musicisti di rilievo internazionale come Enrico Pace, Vitaly Samoshko, José Van Dam, Feng Ning, Danilo Rossi, Kleidi Sahatci, Stefano Pagliani, Cristiano Micalizzi e Clemente Ferrari. Dal 2022 è inoltre sede del primo presidio calabrese di “Nati per la Musica” e sviluppa progetti di inclusione sociale come “Crescendo”, in collaborazione con l’istituto di Namur.
Un progetto che guarda al futuro
Il Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini, attivo dal 1999, continua intanto a promuovere programmi nazionali come “Nati per Leggere”, “Nati per la Musica” e “Un Villaggio per Crescere”, con particolare attenzione alle famiglie in condizioni di fragilità. In questo contesto, il premio rappresenta non solo un riconoscimento, ma un’occasione per rafforzare una rete nazionale sempre più attenta allo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei bambini.
Mileto si conferma così punto di incontro tra cultura, educazione e comunità, con uno sguardo rivolto a un modello di società più inclusivo, costruito a partire dall’infanzia.






