C’è una vittoria che vale più di una coppa, più di una medaglia, più di un applauso. È la vittoria delle parole quando diventano coscienza civile, della scuola quando educa davvero, dei ragazzi quando scelgono di trasformare il dolore in speranza.
La giovane Rebecca Bartone, alunna della classe terza C del plesso di Sorianello dell’Istituto Comprensivo Acquaro-Soriano Calabro, ha conquistato il primo posto regionale del concorso nazionale “Eplibriamoci 2026, organizzato da Ente Pro Loco Italiane (EPLI)”, dedicato ai temi del bullismo e del cyberbullismo e intitolato “Non ho paura”, accedendo così alla finale nazionale che si terrà il prossimo 7 maggio a Roma, presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica.
Come si desume da una nota stampa a cura della docente referente per il contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, professoressa Angela Varì, la cerimonia di premiazione della fase regionale si è svolta nella Sala conferenze “Monsignor Vincenzo De Chiara” del Seminario vescovile di Mileto, alla presenza di numerose autorità istituzionali e rappresentanti del mondo associativo. Rebecca è stata premiata per aver saputo trasmettere, con parole intense e sincere, emozioni profonde e un messaggio di grande valore civile. Un risultato straordinario che porta il nome di un territorio intero nei luoghi più alti delle istituzioni, ma soprattutto consegna al Paese il messaggio potente di una ragazza capace di raccontare una ferita sociale con maturità sorprendente. Non è soltanto il successo di una studentessa. È il successo di una comunità educante, di una scuola che sceglie ogni giorno di prevenire il disagio, ascoltare i giovani e trasformare il sapere in coscienza civile.
“Io e la vitiligine”: il tema che ha commosso la giuria
Il testo vincitore, dal titolo “Io e la vitiligine”, affronta con intensità il dramma del bullismo legato all’aspetto fisico e alla diversità percepita.
Rebecca ha scelto una strada non facile: raccontare la sofferenza di chi viene giudicato, escluso, colpito da parole che pesano come macigni. Diventano ferite interiori. Nel suo elaborato il bullismo non è descritto come semplice prepotenza adolescenziale, ma come violenza silenziosa che entra nell’anima, incrina l’autostima, “spegne la luce interiore”, per usare un’espressione della stessa giovane autrice.
Eppure, proprio nel finale, la protagonista della storia compie il gesto più alto: trasforma la malattia in simbolo di rinascita, la cicatrice in identità, la diversità in valore. Tutto rinasce.
È questo il cuore del suo successo: non solo una prova di scrittura eccellente, ma un messaggio umano profondo, capace di generare empatia. Rebecca non ha scritto soltanto un tema. Ha dato voce a tanti ragazzi che soffrono in silenzio. Che soffrono di una colpa che gli viene cucita addosso con la violenza del disprezzo.
Dietro la vittoria, una scuola che lavora ogni giorno
Il prestigioso traguardo di Rebecca nasce dentro un contesto scolastico che investe energie, progettualità e risorse nella lotta al bullismo e al cyberbullismo. L’Istituto Comprensivo Acquaro-Soriano Calabro, guidato con equilibrio, competenza e visione dalla Dirigente Scolastica, Prof.ssa Maria Francesca Durante, rappresenta oggi un modello educativo territoriale fondato sulla prevenzione, sull’ascolto e sulla corresponsabilità tra scuola, famiglie e istituzioni.
Incontri formativi che lasciano il segno
L’istituto promuove, tra l’altro, eventi di altissimo valore educativo, come le giornate del 26 e 27 febbraio 2026, dedicate a “Bullismo e Cyberbullismo: prevenzione, consapevolezza e responsabilità”. Agli incontri hanno preso parte rappresentanti della Polizia di Stato, della comunicazione, esperti psicologi, associazioni del territorio e testimoni diretti. Particolarmente toccante la presenza di una madre che ha perso il figlio a causa di reiterati atti di bullismo: una testimonianza capace di rompere il silenzio e ricordare ai ragazzi che certi gesti non sono scherzi, ma drammi reali.
Fondi ministeriali e riconoscimento nazionale
A conferma della qualità del lavoro svolto, l’istituto ha ottenuto il riconoscimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso l’assegnazione di fondi nell’ambito della ripartizione del “Fondo permanente per il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, previsto dalla Legge n. 234 del 2021, articolo 1, commi 671 e 672, in attuazione del Decreto Dipartimentale n. 867 del 17 aprile 2025.
Un risultato che certifica la solidità delle progettazioni presentate dalla scuola e la credibilità di un percorso educativo già apprezzato a livello istituzionale.
Il “Patentino per cittadini digitali”
Tra le iniziative più significative spicca il progetto “Patentino per cittadini digitali”. Un percorso innovativo che educa gli studenti all’uso consapevole di internet, dei social network e degli strumenti digitali, promuovendo legalità, rispetto online, responsabilità personale e capacità critica. In un’epoca in cui molte forme di violenza passano attraverso uno schermo, insegnare cittadinanza digitale significa proteggere il futuro.
Scuola Polo e rete territoriale
L’Istituto Comprensivo Acquaro-Soriano Calabro è anche Scuola Polo dell’Accordo di Rete Territoriale per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Un ruolo strategico che vede la scuola capofila nel coordinamento tra istituzioni scolastiche, enti locali e soggetti del territorio, con l’obiettivo di costruire una risposta comune e stabile ai fenomeni di disagio giovanile. Perché educare oggi significa fare rete, condividere responsabilità e non lasciare soli né i ragazzi né le famiglie.
Il lavoro dei docenti
Determinante, nel percorso che ha portato Rebecca al successo, il contributo degli insegnanti, tutti. Con sensibilità pedagogica e rigore professionale, accompagnano gli studenti in percorsi di riflessione, scrittura e crescita personale, dimostrando che l’insegnamento più autentico nasce quando la cultura incontra l’umanità. Rebecca oggi rappresenta tutto questo. E mentre si prepara alla finale nazionale, la sua voce ha già vinto: perché ha trasformato una storia di dolore in un inno alla dignità.
Una vittoria che parla a tutta l’Italia
Il primo posto regionale di Rebecca Bartone e la finale al Senato della Repubblica rappresentano il simbolo di qualcosa di più grande: una scuola del Sud che innova, protegge, educa e fa emergere il talento dei suoi giovani. Dalle coline delle preserre vibonesi si leva un messaggio forte rivolto all’intero Paese: il bullismo si combatte con la prevenzione, con la presenza vigile degli adulti, con la collaborazione tra istituzioni, con la cultura e con il coraggio delle nuove generazioni. Rebecca porterà il suo elaborato a Roma, ma ha già portato lontano il nome della sua scuola. Soprattutto, ha dato voce a chi troppo spesso voce non ha.
Da questa straordinaria affermazione emerge anche una verità più ampia: i territori di periferia del Mezzogiorno non sono margini da raccontare soltanto attraverso difficoltà e carenze, ma luoghi vivi, ricchi di intelligenze, sensibilità e potenzialità spesso silenziose. Nei piccoli centri del Sud esiste un patrimonio umano fatto di sacrificio, dignità e desiderio di riscatto che aspetta solo occasioni per fiorire. In questo scenario la scuola diventa presidio di legalità, laboratorio di cittadinanza, spazio di ascolto e autentico ascensore sociale. È tra i banchi di queste comunità che tanti ragazzi imparano a credere in sé stessi, a trasformare i limiti geografici in forza identitaria e a comprendere che il talento non conosce confini.
Quando una studentessa di un’area interna della Calabria arriva al Senato della Repubblica con la forza delle proprie idee, vince un intero territorio. Cambia la narrazione, forse anche la storia. La scuola che tiene in mano il vessillo del rispetto, trionfa contro la paura. Insegna la libertà di essere se stessi. Ricaccia il mostro fuori dal proprio cancello.


