“Un nuovo modello di gestione del ciclo dei rifiuti in Calabria potrà produrre risultati concreti soltanto attraverso programmazione, investimenti e monitoraggio costante”. È la posizione di Raffaele Mammoliti, già consigliere regionale del Pd e componente della Direzione nazionale, che interviene sul Piano d’Ambito di Arrical adottato nelle scorse settimane dal Direttivo. Per Mammoliti, “accanto all’attenzione della magistratura contabile sulle grandi gare d’appalto, è necessario mantenere alta la vigilanza anche sulla gestione finanziaria dell’impiantistica. Una vigilanza che, secondo l’ex consigliere regionale, deve essere anche di natura politico-sociale”.
Cinque approfondimenti provinciali
La proposta è quella di “promuovere almeno cinque momenti di approfondimento a livello provinciale”, con l’obiettivo di “informare e coinvolgere tutti gli attori interessati, raccogliendo osservazioni ed eventuali proposte migliorative”. Un percorso che, nella prospettiva di Mammoliti, consentirebbe di “accompagnare l’attuazione del nuovo modello organizzativo con un monitoraggio continuo, verificando concretamente gli effetti delle scelte adottate sia per i lavoratori sia per i cittadini”. L’obiettivo è “evitare che gli annunci delle diverse Giunte regionali, come accaduto in passato, non si trasformino in risultati effettivi”. Tra gli esempi citati c’è quello delle “discariche zero”, un “traguardo che negli anni si è confrontato con ostacoli strutturali, ritardi nella realizzazione degli impianti pubblici ed emergenze territoriali”.
Dall’80% di differenziata alla riduzione delle discariche
Mammoliti individua nel Piano d’Ambito diversi obiettivi strategici che dovranno però essere tradotti in azioni verificabili. Tra questi figurano il “superamento dell’attuale gestione frammentata”, il “raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata entro il 2030”, la “riduzione a meno del 10% dei rifiuti conferiti in discarica” e il “potenziamento dell’impiantistica pubblica regionale”. Tra le aspettative, indicata anche la possibile “riduzione del costo medio annuo del servizio per abitante e, soprattutto, la tutela occupazionale delle migliaia di lavoratori coinvolti nel settore”. Per raggiungere questi traguardi, secondo Mammoliti sarà “indispensabile un confronto permanente tra Regione, Comuni, Gestore Unico e organizzazioni sindacali, anche per avere certezze sui finanziamenti necessari”.
Il precedente del Piano d’Ambito del servizio idrico
L’ex consigliere regionale invita però alla “prudenza”, richiamando l’”esperienza del Piano d’Ambito del servizio idrico, approvato negli anni precedenti”. Secondo Mammoliti, quel precedente dovrebbe “spingere a non affidarsi ai facili entusiasmi o agli annunci del Governo regionale”. Alle dichiarazioni – sostiene – dovranno seguire investimenti, tempi certi e risultati misurabili”. Il punto di partenza resta una “situazione nella quale i servizi pubblici locali calabresi risultano ancora troppo spesso più costosi e meno efficienti rispetto ad altre realtà del Paese, anche per la presenza di impianti obsoleti o insufficienti”.
Acqua, rifiuti, energia ed economia circolare
La gestione moderna ed efficiente di acqua, rifiuti, energia ed economia circolare è considerata da Mammoliti come una “leva per modificare profondamente i modelli di sviluppo e il sistema produttivo regionale. La sfida – sottolinea – è complessa e richiede una forte condivisione. Un modello gestionale orientato all’autosufficienza regionale viene considerato una riforma da valutare con attenzione e interesse, ma il suo successo non potrà essere misurato sulla base degli annunci. A fare la differenza dovranno essere la capacità di garantire servizi più efficienti, costi sostenibili, tutela dell’occupazione e migliori condizioni di vita per i cittadini calabresi”.
Il richiamo alla Corte dei Conti
In conclusione, Mammoliti richiama le conclusioni della Procura regionale della Corte dei Conti sul sistema di gestione dei rifiuti in Calabria. Secondo quanto evidenziato dall’ex consigliere regionale, la Procura avrebbe “rilevato un improvvido utilizzo di risorse pubbliche e ingenti spese sostenute per affrontare gli effetti della malagestione, con conseguenze che hanno pesato sulle tasche dei cittadini calabresi”. Da qui la richiesta di “mantenere alta l’attenzione fin dalle prime fasi del percorso avviato con il Piano d’Ambito”. Per Mammoliti, il “superamento del sistema frammentato”, che negli anni avrebbe “prodotto inefficienze e sprechi”, rappresenta una “sfida per l’intera classe dirigente calabrese. Una programmazione accompagnata da investimenti importanti e governata con responsabilità – conclude – potrebbe cambiare radicalmente la gestione del ciclo dei rifiuti e consentire alla Calabria di puntare a un modello industriale pubblico moderno, efficiente e sostenibile”.




