Presentato lunedì 19 gennaio, nella Sala Concerti della nuova sede del Conservatorio Statale di Musica “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, nell’ex Convento dei Gesuiti, il progetto “Risonanza che cura. Musica e benessere nei luoghi della vita”, risultato vincitore dell’Avviso pubblico della Regione Calabria “Sostegno e promozione turistica e culturale”, Linea di intervento 2 “Progetti culturali”.
La conferenza stampa ha segnato l’avvio ufficiale di un percorso ampio e articolato, pensato per portare la musica nei luoghi della cura, della scuola e del sociale, attraverso interventi di musicoterapia, educazione musicale, creazione artistica e approfondimento scientifico, in rete con numerose istituzioni e realtà del territorio.
Proposta maturata negli anni
Ad aprire i lavori sono stati il direttore del Conservatorio, maestro Vittorino Naso, e il presidente, ingegner Antonello Scalamandrè, che hanno espresso soddisfazione per l’avvio di un progetto capace di coniugare alta formazione, responsabilità sociale e radicamento territoriale, sottolineando il valore di una proposta nata dall’esperienza didattica e artistica maturata negli anni all’interno dell’Istituto.
La direttrice artistica del progetto, professoressa Chiara Macrì, ha illustrato la visione che anima “Risonanza che cura”, ricordando come il progetto sia stato selezionato in un bando altamente competitivo, con circa 300 proposte presentate e oltre 140 finanziate, classificandosi al 45° posto in graduatoria. Un risultato che premia una progettazione costruita a partire dai percorsi di Didattica della musica e dal Biennio in Musicoterapia del Conservatorio, con l’obiettivo di rendere la musica uno strumento concreto di intervento nei contesti della fragilità, della riabilitazione e dell’educazione, offrendo al tempo stesso agli studenti esperienze formative reali e professionalizzanti.
Gli interventi
Nel dettaglio delle attività di musicoterapia, la dottoressa Sonia Falcone, responsabile dei Laboratori multisensoriali, ha illustrato gli interventi previsti nei reparti di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale di Vibo Valentia e presso il Centro di Riabilitazione Estensiva Casa della Carità, evidenziando il valore formativo per i tirocinanti che, affiancando l’esperta, potranno sperimentare approcci terapeutici differenti in contesti clinici e riabilitativi.
A conferma dell’importanza del lavoro in rete, il dottor Salvatore Braghò, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale “G. Jazzolino”, ha sottolineato il valore di una collaborazione stabile tra istituzioni, finalizzata a migliorare il benessere dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. Sulla stessa linea il dottor Giuseppe Lo Gatto, direttore generale della Fondazione Casa della Carità, che ha richiamato l’impatto positivo atteso sugli ospiti della struttura e il riscontro già favorevole delle famiglie coinvolte.
Musica per i più piccoli
Ampio spazio dedicato anche al progetto di educazione musicale per la prima infanzia “La musica è un gioco serio”, rivolto ai bambini da 0 a 6 anni. I dirigenti scolastici ingegner Raffaele Vitale (Istituto comprensivo di Sant’Onofrio), dottor Alberto Filippo Capria (Convitto Filangieri di Vibo Valentia) e la dottoressa Michela De Cesare (Asilo nido comunale di Vibo Valentia) hanno espresso apprezzamento per un percorso che valorizza una fascia d’età spesso poco coinvolta nella programmazione culturale, ma centrale per lo sviluppo delle competenze emotive, relazionali e cognitive, sottolineando anche la partecipazione attiva delle famiglie.
“Musica ed Emozioni”
Per la sezione “Musica ed Emozioni” sono intervenuti il professor Antonio Fresa, docente del Conservatorio e ideatore del laboratorio, la dottoressa Angela Marcello, direttrice della Casa circondariale di Vibo Valentia, e Maria Rosaria Vardaro per l’Associazione Maranatha Onlus. Gli interventi hanno evidenziato il ruolo della musica come strumento di espressione, elaborazione emotiva e comunicazione nei contesti di maggiore fragilità, dove può favorire processi di consapevolezza, riduzione della conflittualità e socializzazione.
Il “jukebox emozionale”
Il professor Fresa ha infine presentato il progetto del “jukebox emozionale”, dispositivo che sarà realizzato in collaborazione con gli studenti del Dipartimento di Nuove Tecnologie del Conservatorio, attraverso i corsi di Musica applicata e Tecnico del suono. Uno strumento pensato per offrire un canale di ascolto e riconoscimento delle emozioni, trasformando la musica in veicolo di relazione, riflessione e possibile riscatto, anche nei contesti di detenzione e recupero.
La conferenza stampa ha restituito l’immagine di un progetto costruito sull’incontro tra competenze artistiche, scientifiche ed educative, rafforzando il ruolo del Conservatorio “Fausto Torrefranca” come presidio culturale attivo sul territorio, capace di coniugare formazione di eccellenza, ricerca e impegno sociale.
Il progetto è finanziato con risorse PAC 2014/2020 – Asse VI, Azione 6.8.3 e POC 2014/2020 – Azione 6.8.3, e rientra tra le iniziative di promozione culturale sostenute dalla Regione Calabria nell’ambito del brand istituzionale “Calabria Straordinaria”.


