L’amministrazione comunale di San Gregorio d’Ippona ha diffuso una lettera aperta ai cittadini per raccontare quanto accaduto nel corso della seduta del Consiglio comunale del 29 luglio 2026, la seconda dall’inizio del nuovo mandato amministrativo. Nel documento si esprime “profondo rammarico” per il clima che si sarebbe registrato durante i lavori dell’assemblea.
“Momenti di forte tensione”
Secondo quanto riferito dall’amministrazione, la seduta sarebbe stata caratterizzata da continue interruzioni, sovrapposizioni di interventi e comportamenti ritenuti non consoni al contesto istituzionale. Nella lettera si afferma che un regolamento del Consiglio comunale sarebbe stato lanciato sul tavolo da un consigliere comunale e che sarebbero stati utilizzati toni particolarmente accesi nei confronti del sindaco e del presidente del Consiglio, rendendo difficoltoso il regolare svolgimento della seduta.
Le tensioni al termine della seduta
L’amministrazione riferisce inoltre che, al termine del Consiglio, anche nell’area riservata al pubblico si sarebbero verificati momenti di tensione, con interventi e manifestazioni di aggressività da parte di alcuni familiari di un consigliere comunale nei confronti del sindaco, del presidente del Consiglio, degli amministratori e dei cittadini presenti. Nella lettera si sostiene inoltre che lo stesso consigliere avrebbe rivolto ripetutamente ai componenti del Consiglio comunale l’espressione “fate schifo”. L’agitazione avrebbe reso necessario richiedere l’intervento delle Forze dell’ordine, anche se, viene precisato, la situazione sarebbe successivamente rientrata senza la necessità di un loro intervento diretto.
L’appello al rispetto delle istituzioni
L’amministrazione sottolinea che l’obiettivo della lettera non è alimentare polemiche, ma informare la cittadinanza e ribadire che il confronto politico deve svolgersi “nel rispetto delle persone, delle istituzioni e delle regole democratiche”. “Il dissenso è legittimo e rappresenta una componente essenziale della democrazia. Esso, tuttavia, deve essere espresso attraverso il dialogo, l’ascolto reciproco e il rispetto dei ruoli», si legge nel documento. Infine, l’appello rivolto ad amministratori, consiglieri, sostenitori e cittadini affinché la sala consiliare continui a essere “un luogo di confronto democratico, libero e rispettoso, nel quale ogni opinione possa essere espressa senza intimidazioni, offese o prevaricazioni”.



