San Nicola da Crissa ha ricordato Maria Margherita Cosentino nel trigesimo della sua scomparsa, con una serata dedicata alla sua figura e alla stagione del Sessantotto nel Vibonese. Una piazza gremita di compaesani e cittadini arrivati da diversi centri del territorio ha ospitato una riflessione sull’impatto che quel movimento ebbe anche nei piccoli centri, da San Nicola da Crissa a Vibo Valentia. L’iniziativa, patrocinata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Condello e inserita nel cartellone degli eventi culturali 2026, ha intrecciato memoria storica e musica, dedicando una parte della serata anche al ricordo del cantautore Francesco Guccini.
Le testimonianze del ’68
A ripercorrere quella stagione sono stati il professor Vito Teti e Nicola Galloro, già consigliere comunale di Roma, che hanno condiviso l’esperienza sessantottina accanto a Maria Margherita Cosentino e al marito Ciccio Galloro, considerato il principale collegamento tra l’esperienza maturata a Roma e la realtà vibonese. Teresa Esposito, segretaria provinciale del Pd, ha invece messo a confronto le battaglie di allora con le questioni politiche e sociali del presente, evidenziando continuità e differenze tra due epoche.
Il dibattito, condotto dalla giornalista della Gazzetta del Sud, Maria Novella Imeneo, con la formula del talk show, è stato accompagnato dalla musica. Antonio Pileggi ha interpretato alcuni brani di Francesco Guccini, riportando nella piazza atmosfere e parole legate a quella stagione.
Marcello Fonte e la tarantella
Tra i momenti più significativi della serata l’intervento dell’attore Marcello Fonte, Palma d’Oro a Cannes per “Dogman”, che ha voluto rendere omaggio alla manifestazione anche attraverso un’esibizione di tarantella calabrese, coinvolgendo il pubblico. A chiudere l’appuntamento è stato il gruppo musicale di Tony Bee, con Arnaldo Tavernese alla voce e negli interventi. Per l’occasione il repertorio è stato completamente rivisitato, portando in piazza le canzoni di Francesco Guccini e Fabrizio De André e coinvolgendo il pubblico nel canto.
Lo sguardo rivolto al futuro
Nel corso della serata il sindaco Giuseppe Condello ha sottolineato come gli effetti di quella stagione abbiano continuato a incidere sulla vita della comunità e sul suo percorso di crescita anche negli anni successivi. L’iniziativa ha finito così per mettere in relazione tre dimensioni: la memoria di una stagione che ha segnato profondamente la società, il presente e le prospettive future. A rendere particolarmente significativo l’appuntamento è stata anche la presenza di numerosi giovani, ragazzi e ragazze che si sono riconosciuti negli ideali di cambiamento e nella volontà di non rassegnarsi al degrado sociale, in un tempo segnato dai venti di guerra e da una libertà percepita come sempre più fragile.




