Sanità calabrese, la Tazzina della Legalità propone soluzioni per ridurre le fughe fuori regione

Specialistica territoriale, diagnostica precoce e potenziamento dei servizi al centro dell’incontro con il direttore generale del Dipartimento Salute, Ernesto Esposito. Le proposte saranno approfondite prima del confronto con Occhiuto

Rafforzare la sanità territoriale, ridurre i tempi di attesa e contenere la mobilità sanitaria passiva, che costringe migliaia di calabresi a rivolgersi a strutture fuori regione. Sono queste le priorità al centro dell’incontro che si è svolto alla Cittadella regionale tra una delegazione dell’associazione culturale antimafia La Tazzina della Legalità e il direttore generale del Dipartimento Salute e Welfare, Ernesto Esposito.

Alla riunione hanno partecipato il presidente dell’associazione Sergio Gaglianese, il referente per la Sanità Giovanni Primerano e l’addetto stampa Francesco Iuliano. Un confronto che, nelle intenzioni della delegazione, punta a trasformare le criticità del sistema sanitario calabrese in proposte operative, con particolare attenzione all’accessibilità delle cure e all’impiego delle risorse pubbliche.

Più specialistica e diagnosi tempestive

Tra i punti affrontati, il potenziamento della specialistica ambulatoriale territoriale e della diagnostica per immagini. Due ambiti considerati strategici per anticipare le diagnosi, ridurre le liste d’attesa e intervenire sulle patologie prima che richiedano trattamenti più complessi e costosi. Una rete territoriale più efficiente, secondo l’impostazione illustrata dall’associazione, potrebbe contribuire anche a limitare gli accessi impropri ai Pronto soccorso, spesso utilizzati dai cittadini quando non riescono a ottenere in tempi ragionevoli una prestazione specialistica. L’obiettivo è restituire alle strutture di emergenza la loro funzione prioritaria, garantendo al contempo risposte più rapide attraverso i servizi presenti sul territorio.

Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sul diritto alla salute e sulla necessità di assicurare prestazioni adeguate in tutte le regioni, in linea con il recente richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul ruolo centrale del Servizio sanitario nazionale.

La sfida della mobilità sanitaria passiva

Altro nodo centrale è quello dei calabresi che si spostano fuori regione per curarsi. La mobilità sanitaria passiva rappresenta un problema non soltanto economico, per le risorse che escono dal sistema regionale, ma anche sociale, perché trasferte, alloggi e permanenze lontano da casa pesano sulle famiglie, soprattutto su quelle con minori disponibilità finanziarie. La Tazzina della Legalità ha illustrato alcune proposte per recuperare una parte di questa mobilità, attraverso il rafforzamento dell’offerta sanitaria calabrese, una migliore organizzazione dei servizi e un utilizzo più efficace delle risorse disponibili.

Nel confronto sono emerse ipotesi ritenute percorribili nell’immediato e altre che necessitano di ulteriori verifiche tecniche, anche per la presenza di vincoli normativi e organizzativi. L’associazione sollecita, inoltre, una riflessione sui meccanismi nazionali di finanziamento e compensazione della mobilità sanitaria, affinché le attuali regole non aggravino le difficoltà delle regioni che devono colmare ritardi nell’offerta assistenziale. Il principio sostenuto è chiaro: il cittadino calabrese deve poter trovare nella propria regione prestazioni adeguate, senza essere costretto a rivolgersi altrove per ottenere cure tempestive.

Ora il confronto con Occhiuto

Le proposte sono state accolte con interesse dal direttore generale Ernesto Esposito e saranno ulteriormente definite attraverso gli approfondimenti necessari, prima di essere sottoposte al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Il passaggio successivo sarà quindi decisivo per verificare la possibilità di tradurre le indicazioni emerse in interventi concreti, individuando gli ostacoli che ne rallentano o impediscono l’attuazione.

Il presidente della Tazzina della Legalità, Sergio Gaglianese, sottolinea la necessità di andare oltre le dichiarazioni di principio: “Il nostro compito non è limitarci a denunciare ciò che non funziona, ma contribuire a individuare ciò che può essere fatto per cambiare le cose. Sulla sanità calabrese servono proposte concrete, tempi certi e la capacità di superare gli ostacoli che impediscono ai cittadini di ottenere risposte adeguate”.

Specialistica territoriale e diagnostica

Gaglianese ribadisce che investire sulla specialistica territoriale e sulla diagnostica significa prevenire, ridurre gli sprechi e alleggerire la pressione sui Pronto soccorso. Allo stesso tempo, contrastare la mobilità passiva vuol dire recuperare risorse e fiducia in un sistema che deve tornare a rappresentare un riferimento per i cittadini. L’associazione auspica pertanto che il confronto con il presidente Occhiuto possa aprire una fase operativa, nella quale le proposte siano valutate nel merito e accompagnate da iniziative capaci di superare le criticità esistenti.

La posizione della Tazzina della Legalità è quella di un impegno che, oltre alla denuncia, punta alla ricerca di soluzioni e al confronto con le istituzioni. Perché il diritto alla salute non può dipendere dalla possibilità economica di spostarsi in un’altra regione, ma deve trovare una risposta concreta nei servizi sanitari del territorio in cui si vive.

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