Era il 20 settembre 2025, poco più di un anno fa, quando l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia annunciava pubblicamente l’imminente arrivo di nuove apparecchiature diagnostiche, tra cui la nuova risonanza magnetica destinata all’ospedale “Jazzolino”. A distanza di un anno esatto, l’importante tecnologia diagnostica non è stata ancora installata né messa in esercizio. Un ritardo apparso ancor più marcato alla luce degli iter burocratici successivi: la delibera di aggiudicazione dei lavori di adeguamento edilizio e impiantistico – per un importo complessivo pari a 1.122.502,72 euro – è stata infatti ratificata dall’Asp solo il 25 giugno 2026.
Le richieste dell’Osservatorio “Città Attiva” e del “Comitato San Bruno”
Sulla vicenda sono intervenuti duramente l’Osservatorio Civico “Città Attiva”, rappresentato da Daniela Primerano, e il “Comitato San Bruno”, presieduto da Rocco La Rizza. Le due realtà associative denunciano il forte divario tra le promesse istituzionali e la reale erogazione dei servizi sanitari sul territorio: “La differenza per i cittadini la fa il momento in cui possono entrare in Ospedale ed usufruire concretamente della nuova tecnologia. Per questo il ritardo deve essere affrontato con la massima trasparenza: l’Asp renda pubblico il cronoprogramma effettivo dell’intervento, indicando le fasi da completare e la data prevista per la messa in funzione”.
La proposta: trasferire l’usato all’ospedale di Serra San Bruno
Oltre alla richiesta di accelerare i tempi di cantiere e collaudo allo “Jazzolino”, le associazioni avanzano una precisa proposta di programmazione sanitaria per l’intera provincia. L’attivazione del nuovo macchinario a Vibo Valentia potrebbe infatti consentire il riuso efficiente dell’attuale risonanza magnetica, trasferendola ed ergonomizzandola presso l’ospedale di Serra San Bruno. Una scelta strategica che permetterebbe di potenziare la rete diagnostica delle aree interne, riducendo le liste d’attesa e gli spostamenti dei pazienti verso il capoluogo. “Non c’è più tempo da perdere – concludono i rappresentanti dei comitati – la sanità vibonese ha bisogno di tempi certi, servizi funzionanti e risposte immediate”.



