Sanità vibonese in sofferenza: carenze gravi negli ospedali di Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno e nei servizi territoriali

Oltre 170 operatori mancanti rispetto al fabbisogno reale tra presidi ospedalieri, emergenza 118 e assistenza diffusa. Le scoperture colpiscono medici, infermieri, OSS, tecnici e professionisti sanitari, mettendo sotto pressione l’intero sistema

Numeri preoccupanti. La scheda che i commissari dell’Asp di Vibo Valentia allegano al Piano del fabbisogno parla da sola. La sanità della provincia di Vibo Valentia continua a reggersi su equilibri sempre più fragili. I numeri sulla dotazione del personale certificano una carenza complessiva di oltre 170 unità rispetto al fabbisogno necessario per garantire servizi adeguati negli ospedali, sul territorio e nell’organizzazione aziendale. Una scopertura strutturale che incide direttamente sulla qualità dell’assistenza ai cittadini.

Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno

Nei tre presidi ospedalieri della provincia – l’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia, quello di Tropea e quello di Serra San Bruno – la maggiore sofferenza riguarda i medici. A fronte di un fabbisogno di 236 professionisti, quelli effettivamente in servizio sono circa 195: oltre 40 unità in meno. Le criticità più pesanti si registrano negli ospedali periferici, dove mancano quasi quindici medici sia a Tropea che a Serra San Bruno. Anche il personale infermieristico risulta insufficiente: ne servirebbero 361 complessivamente, ma quelli presenti sono 336, con una scopertura di 25 unità concentrate soprattutto a Tropea e Serra. Tra gli operatori socio-sanitari (OSS) il saldo è negativo di circa 10 unità nei tre ospedali, con carichi di lavoro sempre più pesanti per il personale in servizio.

Emergenza 118: meno medici del necessario

Il servizio di emergenza-urgenza soffre in particolare per la carenza di medici. Per garantire tutte le ambulanze medicalizzate ne sarebbero necessari 30, ma quelli effettivamente operativi sono poco più di 20. Una scopertura che riduce la capacità di risposta del sistema nelle situazioni critiche, soprattutto nelle aree interne della provincia.

Territorio e assistenza di prossimità

Ancora più preoccupante il quadro dell’assistenza territoriale. Gli OSS destinati alle strutture senza posti letto e ai servizi di supporto domiciliare dovrebbero essere 52, ma in servizio risultano appena 11. Una carenza che di fatto svuota di personale l’assistenza di prossimità. Tra le altre categorie emergono scoperture significative: psicologi: 7 in servizio contro 15 necessari; biologi: 1 contro 4; dirigenti delle professioni sanitarie: 1 contro 5; tecnici della prevenzione e assistenti sanitari: 7 contro oltre 22 previsti; ostetriche sotto la soglia di fabbisogno. Settori chiave per prevenzione, salute mentale, controlli sanitari e supporto alle famiglie.

Laboratori e diagnostica in affanno

Nei servizi di laboratorio analisi, radiologia e immunotrasfusionale della provincia mancano oltre 12 tecnici rispetto al fabbisogno stimato. Una situazione che inevitabilmente rallenta esami, referti e percorsi diagnostici.

Uffici e servizi aziendali sottodimensionati

Anche l’Asp registra scoperture importanti sul fronte amministrativo e tecnico: oltre 30 unità in meno rispetto alla dotazione necessaria. Una debolezza che incide sulla capacità di gestione, programmazione e utilizzo delle risorse. Il dato complessivo: sistema in deficit strutturale.
Il fabbisogno totale di personale supera le 1.630 unità, mentre quelle effettivamente operative sono circa 1.458. Il saldo negativo è di 173 operatori. Una carenza che attraversa gli ospedali di Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno. In questo quadro rientrano il servizio 118, l’assistenza territoriale, l’organizzazione aziendale. Numeri che spiegano le difficoltà quotidiane dei reparti, le liste d’attesa sempre più lunghe e la fatica dei servizi di prossimità a decollare.

Nel Vibonese la sanità continua a reggere grazie al sacrificio del personale in servizio. Ma i dati restituiscono una realtà chiara: senza un intervento strutturale sugli organici, il sistema resta fragile e sempre più esposto alle emergenze.

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