Nella tragedia che ha spezzato la vita di Andrea Minasi, 23 anni, c’è un ultimo gesto capace di dare un senso diverso alla morte: la donazione degli organi. I genitori della giovane, deceduta all’ospedale Pugliese di Catanzaro dopo alcuni giorni di ricovero nel reparto di Terapia intensiva, hanno autorizzato l’espianto. Un gesto di straordinaria generosità che ha consentito di salvare la vita a sei persone.
Andrea era stata travolta da un Suv mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, lungo la statale 18, in via Affaccio a Vibo Valentia. L’incidente del 28 luglio scorso aveva provocato lesioni gravissime e, nonostante le cure e il ricovero nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Pugliese, le sue condizioni non hanno lasciato possibilità di recupero.
Il cuore continua a battere a Torino
Il cuore di Andrea è stato destinato a una ragazza sua coetanea, che si trovava a Torino in attesa di un trapianto. È lì che oggi continua a battere, trasformando il dolore di una famiglia in una possibilità concreta di vita per un’altra giovane donna. È probabilmente questo l’aspetto più forte della scelta compiuta dai genitori: nel momento della perdita, hanno deciso di consentire che una parte della figlia potesse continuare a vivere in altre persone.
Il fegato a un bambino di pochi mesi
Il fegato è stato invece impiantato in un bambino di pochi mesi a Roma. In un primo momento era stata diffusa l’ipotesi che l’organo potesse essere diviso in due parti e destinato a due differenti trapianti. La destinazione finale è stata invece un unico trapianto pediatrico. I polmoni sono stati trasferiti a Milano, mentre i reni sono stati destinati a Reggio Calabria. Le cornee, infine, sono state trasferite alla banca degli occhi di Cosenza, entrando nella banca dati a disposizione per i successivi trapianti.
Sei vite oltre la tragedia
Sono dunque sei le persone che hanno beneficiato della donazione resa possibile dalla famiglia Minasi. Sei percorsi di vita che, nel momento più doloroso per i familiari di Andrea, hanno trovato una possibilità. La vicenda della giovane vibonese si chiude così con una tragedia che non può essere cancellata e con un gesto che, però, continuerà a produrre vita. La morte di Andrea lascia un vuoto nella sua famiglia e in quanti la conoscevano. I suoi organi, invece, continueranno a vivere altrove: a Torino, Roma, Milano, Reggio Calabria e attraverso la banca delle cornee di Cosenza.



