La protesta delle marinerie siciliane e calabresi, pronte a bloccare lo Stretto di Messina, è il segnale di un sistema che non regge più. Il prezzo del gasolio sopra i 2,10 euro al litro racconta di un mercato distorto, dove i benefici della riduzione dei prezzi alla fonte non si trasferiscono a valle, e i costi ricadono, come sempre, su chi lavora.
La segretaria generale della Uil Calabria, Mariaelena Senese, evidenzia come la Calabria non subisca questa crisi allo stesso modo del resto del Paese, ma in misura più grave. Secondo il Green Paper sulla povertà dei trasporti, la regione presenta oltre il 10% di famiglie vulnerabili ai costi della mobilità, contro una media nazionale più bassa e il 2% del Trentino-Alto Adige, risultando l’area in cui la spesa per i trasporti incide maggiormente sul reddito disponibile.
Senese sottolinea come il problema non riguardi solo pescatori e autotrasportatori, ma l’intera platea di lavoratori e lavoratrici calabresi che ogni giorno devono percorrere lunghe distanze su strade spesso inadeguate, senza alternative di trasporto pubblico efficienti. Il carburante diventa così un costo inevitabile per accedere al lavoro, alla salute e all’istruzione.
La dirigente sindacale evidenzia inoltre la distorsione del mercato energetico, aggravata dall’instabilità geopolitica internazionale e dalla crisi dei mercati del petrolio: il prezzo alla pompa, spiega, non segue in modo proporzionale le riduzioni del greggio, configurando una situazione di “asimmetria” che pesa direttamente sulle famiglie più fragili.
Per la Uil Calabria il fenomeno ha un forte impatto sociale, in una regione con redditi tra i più bassi d’Europa, dove l’aumento dei carburanti costringe molte famiglie a ridurre spese essenziali.
Richieste della Uil
Il sindacato chiede l’apertura immediata di un confronto con la Regione su tre direttrici principali: l’attivazione di un tavolo permanente sul costo dell’energia e dei carburanti con misure di compensazione per le famiglie vulnerabili; interventi strutturali a sostegno dei settori produttivi più dipendenti dal gasolio, come pesca, agricoltura e logistica, anche attraverso il POR Calabria FESR/FSE+ 2021-2027; e l’accelerazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, che evidenzia come il 91% degli spostamenti in Calabria avvenga su mezzo privato.
Il Piano prevede investimenti per 33 miliardi di euro, ma con risorse effettivamente disponibili pari a circa 21 miliardi, e obiettivi di lungo periodo che includono il raddoppio del trasporto pubblico dal 9% al 18%, la riduzione dei tempi di viaggio e un risparmio medio pro capite. Per la Uil, tuttavia, tali traguardi devono essere anticipati e accompagnati da misure concrete e misurabili, soprattutto nelle aree interne e periferiche.
Il sindacato richiama inoltre l’integrazione con il Piano Sociale per il Clima nazionale, che prevede circa 9,3 miliardi di euro tra fondi UE e cofinanziamento, con l’obiettivo di contrastare la povertà dei trasporti.
“Il caro carburante – conclude Senese – in Calabria colpisce più che nel resto del Paese e richiede risposte immediate e strutturali”.


