Prosegue con particolare intensità, anche a ridosso del Ferragosto, l’azione di controllo del territorio e della fascia costiera condotta dall’Arma dei Carabinieri nel Crotonese, con specifica attenzione alla tutela dell’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”, alla sicurezza della balneazione e al rispetto delle prescrizioni poste a salvaguardia di uno dei più importanti patrimoni ambientali del territorio.
Nell’ambito del dispositivo rinforzato di servizi predisposto in occasione del Ferragosto dalla Prefettura di Crotone, sotto il coordinamento del prefetto Franca Ferraro, i Carabinieri del Comando provinciale di Crotone hanno ulteriormente intensificato le attività di prevenzione e controllo nelle località a maggiore afflusso turistico, lungo il litorale e nelle aree sottoposte a particolare tutela ambientale. In tale contesto si inserisce l’attività investigativa condotta dai Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, anche con il contributo della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Crotone, sviluppata a seguito di plurime segnalazioni provenienti dalla cittadinanza circa la presenza sistematica di moto d’acqua e altri natanti a motore nelle zone destinate alla balneazione.
Le violazioni accertate e le persone denunciate
Le attività di osservazione e controllo, svolte in particolare nelle giornate del 12 luglio e del 2 agosto 2026, hanno consentito di documentare, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la navigazione, la sosta e l’ormeggio di moto d’acqua e altri natanti nelle immediate vicinanze della costa, all’interno di aree riservate ai bagnanti e nello specchio di mare interessato dalla particolare disciplina di tutela dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto.
Gli accertamenti hanno riguardato sei persone: F.A., 43 anni; M.P., 38 anni; E.P., 31 anni; N.L., 38 anni; G.P., 37 anni; A.M., 26 anni, tutti deferiti alla competente Autorità Giudiziaria. A vario titolo e ferma restando ogni successiva valutazione dell’Autorità Giudiziaria, contestate condotte riconducibili alla violazione delle norme sulla sicurezza della navigazione di cui all’art. 1231 del Codice della Navigazione, nonché alle disposizioni poste a tutela delle aree naturali protette previste dagli artt. 19 e 30 della legge 6 dicembre 1991, n. 394.
Le condotte accertate avrebbero, in particolare, violato l’ordinanza n. 51/2018 e l’ordinanza di sicurezza balneare n. 58/2026 della Capitaneria di Porto di Crotone, che disciplinano e limitano la navigazione, la sosta e l’ormeggio delle unità a motore nelle zone destinate alla balneazione, oltre alle disposizioni contenute nel Regolamento di esecuzione e organizzazione dell’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”, approvato con decreto ministeriale del 26 maggio 2009.
I rischi per l’ambiente e gli episodi di oltraggio ai militari
Particolare rilievo assume, sotto il profilo ambientale, la circostanza che le attività documentate non si sarebbero limitate al semplice attraversamento dello specchio acqueo, ma avrebbero riguardato anche lo stazionamento, l’ormeggio e la navigazione a motore sotto costa, in alcuni casi con manovre effettuate ad elevata velocità in prossimità dei bagnanti. Si tratta di comportamenti che, oltre a poter determinare un concreto pericolo per la sicurezza e l’incolumità delle persone presenti in acqua, incidono direttamente sulle esigenze di salvaguardia dell’ecosistema marino e sulle finalità per le quali l’Area Marina Protetta è sottoposta a uno speciale regime di protezione.
Nel corso degli accertamenti sarebbero inoltre emersi, in distinti episodi, comportamenti di resistenza o atteggiamenti intimidatori nei confronti degli operatori impegnati nei controlli, nonché condotte ritenute offensive dell’onore e del prestigio dei militari operanti. Per tali fatti sono state formulate, nei confronti dei soggetti interessati, anche contestazioni ai sensi degli artt. 336 e 341-bis del codice penale.
Il provvedimento di sequestro della Procura di Crotone
Gli elementi raccolti hanno evidenziato, secondo la ricostruzione investigativa recepita dall’Autorità Giudiziaria, anche un carattere non occasionale delle violazioni, essendo state riscontrate condotte analoghe in più giornate e, in alcuni casi, nonostante le precedenti contestazioni e gli inviti degli operatori a rispettare le prescrizioni vigenti.
Alla luce delle risultanze investigative, la Procura della Repubblica del Tribunale di Crotone, nell’ambito del procedimento coordinato dall’Ufficio requirente e seguito dal sostituto procuratore Matteo Staccini, ha ritenuto sussistenti i presupposti di assoluta urgenza previsti dall’art. 321 c.p.p., disponendo, in data 13 agosto 2026, il sequestro preventivo d’urgenza di tre moto d’acqua e di un gommone, delegandone l’esecuzione alla Tenenza Carabinieri di Isola di Capo Rizzuto.
La tutela del patrimonio costiero e il quadro legale
L’attività si inserisce nella più ampia e costante azione di contrasto alle condotte illecite portata avanti dall’Arma dei Carabinieri, in piena sinergia con le altre Forze e Autorità competenti, e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal procuratore della Repubblica Domenico Guarascio.
Un’azione che assume particolare significato proprio nei giorni di maggiore presenza turistica e a ridosso del Ferragosto, quando l’incremento delle presenze sulle spiagge e lungo la costa rende ancora più stringente l’esigenza di garantire sicurezza, legalità e piena fruibilità del mare nel rispetto delle regole.
La tutela dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto rappresenta, infatti, non soltanto un obiettivo di carattere ambientale, ma un interesse primario dell’intera collettività. Preservare il delicato equilibrio dell’ecosistema marino significa tutelare un patrimonio naturalistico di straordinario valore e, nello stesso tempo, assicurare che cittadini e turisti possano vivere il mare in condizioni di sicurezza e nel rispetto delle prescrizioni poste a protezione delle persone e dell’ambiente.
In questa prospettiva, il Comando provinciale Carabinieri di Crotone continuerà a garantire una presenza capillare sul territorio e lungo il litorale, intensificando i controlli nelle aree maggiormente frequentate e in quelle sottoposte a vincoli di protezione, in attuazione delle strategie condivise in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto di Crotone Franca Ferraro, e in costante raccordo con l’Autorità Giudiziaria.
L’intervento conferma l’attenzione delle Istituzioni verso la protezione del mare, la sicurezza dei bagnanti e il rispetto della legalità, valori che assumono ancora maggiore rilevanza durante la stagione estiva e che richiedono la collaborazione responsabile di tutti coloro che frequentano e utilizzano il patrimonio costiero crotonese.




