Sistema bibliotecario, il Consiglio regionale vara un piano di salvataggio

Approvata all'unanimità la mozione sottoscritta dai consiglieri Lo Schiavo e Mammoliti. L'obiettivo: trasformare la veste giuridica dell'Ente in grado di rilanciare e sostenere il polo culturale

 Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato all’unanimità, nel corso della seduta di ieri, la mozione a sostegno del Sistema bibliotecario vibonese presentata dai consiglieri regionali Antonio Lo Schiavo (presidente Gruppo misto – Liberamente progressisti) e Raffaele Mammoliti (Pd) e controfirmata da tutti i capigruppo dell’assemblea, che impegna la Giunta regionale «ad individuare la soluzione giuridico-amministrativa maggiormente idonea a rifondare il Sistema bibliotecario vibonese, predisponendo gli atti necessari per la sua trasformazione nella veste giuridica più confacente al rilancio dell’Ente».

La mozione, come detto, ha incontrato il favore unanime dell’aula che ha accolto le argomentazioni dei consiglieri primi firmatari sulla necessità di salvaguardare un ente culturale di primaria importanza sul piano regionale e non solo. «Si tratta – ha ricordato Lo Schiavo nel suo intervento – della più grande biblioteca pubblica della Calabria, già fulcro del Servizio bibliotecario regionale che conta circa 160 biblioteche statali regionali, comunali, universitarie nonché il Polo culturale Mattia Preti del Consiglio regionale. Promotore di iniziative di rilevanza nazionale, come il “Festival leggere e scrivere”, il Sbv ha curato, per conto della Regione Calabria, la partecipazione ai Saloni del Libro di Torino e di Napoli. È quindi un Ente al servizio della cultura calabrese e della stessa Regione. Nel passato – ha aggiunto Lo Schiavo – il Consiglio regionale è stato chiamato a salvare dal collasso, rifondandoli sotto nuova veste giuridico/amministrativa, numerosi enti strumentali o comunque partecipati dalla Regione. A maggior ragione può essere salvato il Sbv».

La mozione, come detto, ha incontrato il favore unanime dell’aula che ha accolto le argomentazioni dei consiglieri primi firmatari sulla necessità di salvaguardare un ente culturale di primaria importanza sul piano regionale e non solo. «Si tratta – ha ricordato Lo Schiavo nel suo intervento – della più grande biblioteca pubblica della Calabria, già fulcro del Servizio bibliotecario regionale che conta circa 160 biblioteche statali regionali, comunali, universitarie nonché il Polo culturale Mattia Preti del Consiglio regionale. Promotore di iniziative di rilevanza nazionale, come il “Festival leggere e scrivere”, il Sbv ha curato, per conto della Regione Calabria, la partecipazione ai Saloni del Libro di Torino e di Napoli. È quindi un Ente al servizio della cultura calabrese e della stessa Regione. Nel passato – ha aggiunto Lo Schiavo – il Consiglio regionale è stato chiamato a salvare dal collasso, rifondandoli sotto nuova veste giuridico/amministrativa, numerosi enti strumentali o comunque partecipati dalla Regione. A maggior ragione può essere salvato il Sbv».

Tra le diverse opzioni ricordate da Lo Schiavo, «vi è anche quella di promuovere una Fondazione partecipata dalla Regione Calabria e aperta all’adesione degli Enti locali del territorio nonché organismi di rappresentanza delle forze imprenditoriali ed Enti del terzo settore».

 «Sono convinto – ha commentato Lo Schiavo a seguito dell’approvazione della mozione – che la Regione Calabria sia nelle condizioni di garantire la sopravvivenza di un Ente che per Vibo Valentia e la Calabria significa molto. Il voto di oggi può rappresentare un tassello importante in nuovo percorso teso a restituire dignità all’ente, ai suoi lavoratori e a suoi utenti, ma più in generale alla cultura calabrese che ha estrema necessità di essere sostenuta e incentivata con azioni concrete. Confido che la Giunta regionale percepirà la valenza della questione e si attiverà per individuare la soluzione più idonea a mettere in sicurezza e rilanciare il Sistema bibliotecario vibonese».    

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