Le dimissioni di Enzo Romeo dalla presidenza del Sistema Bibliotecario Vibonese aprono una nuova fase di confronto sul futuro dell’ente. A intervenire è anche Gilberto Floriani, per anni direttore del Sistema Bibliotecario e figura centrale nella sua crescita, fino alla nascita del Festival Leggere&Scrivere, diventato uno degli appuntamenti culturali più importanti della Calabria.
Floriani entra nel merito della crisi e soprattutto ricostruisce un passaggio che, a suo dire, avrebbe condizionato il percorso degli ultimi mesi: l’ipotesi della liquidazione del Sistema.
Le assemblee deserte? Si voleva votare la liquidazione
“Mi è stato raccontato – afferma Floriani – che molte sedute dell’Assemblea dei sindaci andarono deserte perché il sindaco Romeo intendeva portare in votazione la liquidazione del Sistema Bibliotecario Vibonese. Per sostenere quella scelta era stato predisposto anche un parere legale dell’avvocato Colaci”. Una ricostruzione che riapre il dibattito sulla strada da seguire: chiudere definitivamente l’esperienza oppure tentare un percorso di risanamento e rilancio.
Floriani contesta inoltre la lettura secondo cui la crisi dell’ente sarebbe riconducibile esclusivamente ai debiti accumulati. “Esiste forse un ente pubblico senza debiti? Il Comune di Vibo Valentia ha esposizioni finanziarie molto superiori. Il punto è capire come si è arrivati a questa situazione”. Secondo l’ex direttore, il dissesto sarebbe legato soprattutto al progressivo venir meno degli impegni economici assunti negli anni da Regione e Provincia.
È mancata una strategia politica
Nel suo intervento Floriani richiama anche il ruolo degli enti che avrebbero dovuto sostenere il Sistema. “Il Comune non ha mai versato la propria quota associativa – sostiene – e nella precedente consiliatura arrivò anche a promuovere lo sfratto dalla sede di Santa Chiara”. Ma la critica più forte riguarda l’assenza di una vera iniziativa politica per affrontare la crisi. “Quando si andava in Regione ci si fermava al confronto con qualche funzionario. Sarebbe stato necessario chiedere un confronto diretto con il presidente Occhiuto e pretendere il rispetto degli impegni assunti”.
Floriani non entra in una difesa nostalgica del passato, ma rivendica il ruolo avuto dal Sistema negli anni in cui è stato costruito un progetto culturale capace di andare oltre i confini provinciali. Il riferimento è alla stagione che portò alla nascita del Festival Leggere&Scrivere e a una rete di iniziative che aveva dato visibilità al territorio.
Il Sistema non è morto da solo
La conclusione è un atto d’accusa verso il modo in cui è stata gestita la crisi. “Il Sistema Bibliotecario Vibonese non è morto da solo. È stato lasciato morire. Oggi qualcuno prova a riscrivere la storia dimenticando anni di disinteresse, omissioni e scelte che ne hanno indebolito la sopravvivenza”.
Una posizione che si inserisce nel confronto aperto dopo le dimissioni di Romeo e che si contrappone all’ipotesi di liquidazione: per Floriani il Sistema non è un’esperienza da archiviare, ma un patrimonio che avrebbe ancora bisogno di una scelta politica chiara per poter ripartire. E lungo questa strada le parole del consigliere regionale Vito Pitaro potrebbero rappresentare una chiave importante per spalancare le porte della Regione.



