Sistema Bibliotecario Vibonese, il funerale di un’istituzione: Romeo si dimette. Regna il disinteresse dei sindaci

Il gruppo consiliare Cuore Vibonese attacca a testa bassa: il sindaco e l’assessore alla Cultura hanno fallito la sfida del rilancio

Per anni il Sistema Bibliotecario Vibonese è stato un punto di riferimento culturale per l’intera provincia. Oggi, con le dimissioni irrevocabili del presidente Enzo Romeo, sindaco di Vibo Valentia, si consuma quello che ha i contorni di un vero e proprio funerale istituzionale. Non è soltanto la fine di una presidenza: è il simbolo di un ente lasciato progressivamente solo, schiacciato da una crisi finanziaria e da una paralisi decisionale che la politica non è stata in grado di affrontare.

Una resa certificata

Nella lettera inviata all’Assemblea dei sindaci e ai Comuni aderenti, Romeo motiva la scelta con il mancato raggiungimento del quorum nelle ultime due sedute, circostanza che ha impedito l’adozione degli atti indispensabili per la gestione dell’ente. A questo si aggiunge una grave crisi economica, che il sindaco precisa non essere imputabile alla gestione degli ultimi anni, ma che mette seriamente a rischio la continuità dei servizi bibliotecari.

Romeo evidenzia inoltre l’impossibilità di esercitare il ruolo di presidente in assenza di un’assemblea stabile e operativa, invitando i sindaci a procedere rapidamente alla nomina di un nuovo presidente, dopo aver affrontato le criticità che hanno condotto a questo punto.

Oltre le dimissioni, il fallimento della politica

La vicenda, però, va ben oltre il gesto di un presidente che lascia. Le grandi sfide richiedono visione, autorevolezza e forza contrattuale. Il Sistema Bibliotecario Vibonese avrebbe avuto bisogno di una politica capace di fare squadra, reperire risorse e difendere un patrimonio culturale costruito in decenni di attività. È accaduto l’opposto.

L’assenza di una strategia condivisa, le difficoltà dell’assemblea e il disinteresse mostrato negli anni hanno trasformato la cultura in una materia marginale, quasi un bazar dove prevalgono equilibri e convenienze invece di una progettualità all’altezza del valore dell’istituzione. Le dimissioni di Enzo Romeo chiudono una pagina, ma aprono soprattutto un interrogativo: se un presidio culturale di questo livello viene lasciato in colare a picco quale idea di futuro resta per il territorio?

Cuore Vibonese: il rilancio di Romeo è fallito

Sulla questione interviene il gruppo consiliare Cuore Vibonese, secondo il quale si tratta “della conclusione fallimentare di una fase che avrebbe dovuto segnare una svolta per il principale presidio culturale della provincia”. La nota è firmata dai consiglieri comunali Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria, che puntano il dito contro quella che definiscono una gestione incapace di rilanciare l’ente e il suo ruolo culturale.

“Un’occasione perduta”

I consiglieri ricordano che, quando Romeo venne eletto alla guida del Sistema Bibliotecario nel 2024 con il voto unanime dei Comuni aderenti, si era creata una forte aspettativa. Secondo il gruppo, la scelta di affidare la presidenza a una figura istituzionale di primo piano avrebbe dovuto consentire di risanare l’ente, rilanciarne il ruolo e restituirgli una prospettiva di crescita.

Per Cuore Vibonese, quella che “doveva essere una stagione di rinascita si è trasformata invece nell’ennesima occasione perduta”. Il gruppo sostiene che il sindaco Enzo Romeo e l’assessore comunale alla Cultura avessero la responsabilità politica di costruire un progetto credibile per il rilancio del Sistema Bibliotecario Vibonese, ma che, a loro giudizio, non abbiano dimostrato “la capacità amministrativa e la visione necessarie per affrontare una sfida così importante”.

Il riferimento al festival “Leggere & Scrivere”

Nel comunicato viene richiamata anche la situazione del festival “Leggere & Scrivere”, descritto come una manifestazione che negli anni ha rappresentato un appuntamento di rilievo per il territorio, capace di portare a Vibo Valentia autori, intellettuali e attenzione nazionale. Secondo Cuore Vibonese, invece di consolidare e rafforzare questo patrimonio culturale, si sarebbe assistito a “un progressivo indebolimento di quella spinta propulsiva che avrebbe dovuto trasformare la cultura in un vero motore di sviluppo”.

“Mancata una visione complessiva”

Per il gruppo consiliare, il problema non riguardava esclusivamente la gestione dell’emergenza finanziaria dell’ente, ma la capacità di immaginare un futuro diverso attraverso sinergie con istituzioni, scuole, università, associazioni e realtà culturali, difendendo il ruolo del Sistema Bibliotecario come punto di riferimento provinciale. “È proprio questa visione complessiva che è mancata”, si legge nella nota. Cuore Vibonese afferma inoltre che “la cultura non può essere affidata agli annunci o alle dichiarazioni di principio”, ma richiede “programmazione, competenza e capacità di trasformare le opportunità in risultati concreti”.

Le conclusioni del gruppo

Il gruppo sostiene altresì che la vicenda del Sistema Bibliotecario Vibonese dimostrerebbe “l’incapacità dell’attuale amministrazione di dare seguito alle promesse di rilancio”. Secondo Cuore Vibonese, il territorio si ritrova oggi “con un ente ancora in difficoltà e con il peso di un’altra occasione mancata”. Il sindaco Romeo e l’assessore alla Cultura, prosegue la nota, “avevano la possibilità di aprire una nuova stagione per la cultura vibonese: hanno invece lasciato irrisolti i problemi e indebolito ulteriormente un patrimonio che appartiene all’intera provincia”. I consiglieri concludono: “La città e il territorio meritano risposte, non soltanto annunci” e che “la cultura vibonese merita un progetto vero, non l’ennesima promessa disattesa”.

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