“Per noi le tradizioni non sono folklore minore e non sono semplici appuntamenti con i quali riempire un calendario estivo. Sono memoria, appartenenza, educazione e continuità storica. Raccontano chi siamo e consentono alle nuove generazioni di conoscere ciò che Tropea è stata e ciò che i tropeani hanno saputo fare. La Liberazione di Tropea del 1615, commemorata il 23 agosto, appartiene a questa storia e merita di essere celebrata con la dignità e la continuità che le competono”. È quanto dichiara il sindaco Giovanni Macrì, sottolineando obiettivi e metodo della Parata Storica: restituire definitivamente alla città e consolidare negli anni questa manifestazione come uno degli appuntamenti identitari della nostra comunità; recuperare, tutelare e valorizzare le tradizioni, le ricorrenze e gli eventi che custodiscono la memoria collettiva di Tropea.
“La storia di Tropea – aggiunge – non appartiene a nessuno. Appartiene a Tropea, appartiene alla nostra comunità, appartiene a tutte le persone e associazioni che vogliono dare il proprio apporto. Nessuno può rivendicare diritti di proprietà sulla memoria collettiva di una città. Nessuno può trasformare una tradizione in qualcosa da concedere o negare secondo le circostanze. La Parata Storica del 23 agosto deve essere, e da quest’anno sarà, patrimonio della comunità tropeana, sganciato dagli umori di chicchessia e destinato a essere custodito, valorizzato e tramandato. Non vogliamo togliere nulla a nessuno, vogliamo, al contrario, restituire alla città ciò che è della città. Tutti sono i benvenuti, tutti sono invitati a collaborare. E vogliamo farlo guardando anche al futuro”.
“La Parata Storica non dovrà essere soltanto una rievocazione, ma una grande giornata nella quale Tropea celebra se stessa: la propria storia, le proprie radici, la fierezza della propria comunità e quel sentimento di appartenenza che attraversa le generazioni. Il 23 agosto celebreremo la Liberazione, celebreremo la nostra storia, celebreremo l’Orgoglio Tropeano. Perché le persone passano. Tropea, la sua storia e le sue tradizioni restano”.



