Tropea, l’opposizione attacca Macrì: “Basta con lo scaricabarile e il vittimismo amministrativo”

Il gruppo consiliare "Insieme per Tropea" replica punto su punto alle dichiarazioni del sindaco: nel mirino la gestione dell'emergenza idrica, i passati anni di governo e le pesanti allusioni sulla Commissione straordinaria

Il clima politico nella “Perla del Tirreno” si fa rovente. Al centro del dibattito c’è la dura presa di posizione del gruppo consiliare di opposizione “Insieme per Tropea”, che ha diffuso una dettagliata richiesta di chiarimenti indirizzata al sindaco Giovanni Macrì. La nota della minoranza, nata in risposta alle recenti dichiarazioni del primo cittadino sulla situazione in cui versa il paese (leggi qui), mette sotto la lente d’ingrandimento la narrazione della nuova amministrazione, accusata di cercare “alibi preventivi” anziché soluzioni.

Il caso degli orologi e il “silenzio” sull’emergenza idrica

L’ironia dell’opposizione si accende subito sul recente annuncio del sindaco riguardante il ripristino di due orologi comunali, salutato da Macrì come “il ritorno dell’ora legale”.

“Il sindaco ci dice che gli orologi erano fermi da anni — attacca la minoranza —. Poiché gli ultimi anni comprendono sei anni di amministrazione Macrì e due di commissariamento, ci chiediamo: si sta forse riferendo anche a se stesso? Se il problema esisteva già mentre lui governava prima dell’aprile 2024, o non era importante o qualcuno se n’è accorto in ritardo”.

Ma il vero nervo scoperto, secondo “Insieme per Tropea”, è un altro: la gestione dei servizi essenziali. L’opposizione contesta la forte attenzione mediatica data ai blackout elettrici e ai cronografi riparati a fronte del totale silenzio sulla grave carenza idrica che ha lasciato a secco gran parte della città per ore, danneggiando cittadini e strutture turistiche. “L’emergenza idrica è diventata così abituale da non fare più notizia?”, si domandano i consiglieri.

Scontro sulla movida e il rapporto con i commissari

La nota affronta anche il tema della sicurezza e della “mala movida”. In merito agli incontri annunciati dal sindaco con Questore e Carabinieri per frenare gli schiamazzi notturni, la minoranza solleva un dubbio di coerenza: si andrà a riferire che i controlli sono stati insufficienti o che il problema è emerso solo dopo il ritorno a Palazzo Sant’Anna?

Il terreno si fa ancora più scivoloso quando si tocca il capitolo della Commissione straordinaria, l’autorità che ha retto il Comune nell’ultimo biennio. L’opposizione ravvisa un cortocircuito nelle parole di Macrì, che da un lato dichiara di non voler colpevolizzare i Commissari e dall’altro descrive una città “apocalittica” e “in disordine”.

Nel mirino finiscono soprattutto i presunti favoritismi evocati dal sindaco con la frase “qui nessuno è fesso”:

“Queste sono accuse pesantissime — incalza l’opposizione —. Se il sindaco ha individuato imbrogli, favoritismi o atti contrari all’interesse pubblico, li denunci immediatamente nelle sedi competenti. Quando si amministra non si può vivere di allusioni e sottintesi”.

“Vittimismo” e la metafora del padre di famiglia

Per “Insieme per Tropea”, l’attuale strategia comunicativa della maggioranza somiglia molto a un nuovo sport cittadino: il “vittimismo amministrativo”, utile a costruire una difesa rispetto alle promesse elettorali che oggi si rivelano complesse da mantenere. Anche l’appello del sindaco ai cittadini affinché segnalino i problemi viene visto con diffidenza: “Se la squadra di governo è così fantastica come dice, perché trasformare i residenti in consulenti gratuiti?”.

In conclusione, la minoranza smonta la metafora usata da Macrì, che si era paragonato a un padre di famiglia che torna a casa e la trova sporca. “Durante questi due anni, questo padre dov’era? Possibile che non abbia mai ritenuto necessario richiamare l’attenzione sui problemi che oggi descrive come enormi? Un buon padre avrebbe bussato prima, non dopo essere tornato a occupare il salotto”.

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