Tropea verso una data di nascita ufficiale: l’iter arriva in Consiglio comunale

La proposta, protocollata il 22 giugno e indirizzata al sindaco Macrì, all'assessore alla cultura e al Consiglio comunale, si basa su evidenze storiche e archeologiche degli studi di Pacciarelli e De Sensi Sestito, e sul mito di Ercole per giorno e mese.
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L’iter per la formalizzazione della presumibile data di nascita di Tropea, iniziato nell’anno 2024, continua il suo cammino e, molto probabilmente, a breve raggiungerà il suo traguardo.

L’incontro con il sindaco Macrì

Qualche giorno dopo la riconferma a sindaco della città, l’autore ha incontrato nei locali comunali il sindaco Giovanni Macrì, al quale ha presentato in maniera informale il progetto, caldeggiando l’emissione di una delibera comunale che riconoscesse la data di “fondazione” della città. Il sindaco si è detto molto interessato e ha dato rassicurazioni che l’idea si sarebbe concretizzata al più presto. Per istruire la procedura dal punto di vista burocratico e dei contenuti è stato delegato il vicesindaco Massimo L’Andolina che, sin da subito, si è dimostrato disponibile ed interessato al progetto, tanto da aver iniziato ad approfondire gli studi già presentati ed i relativi contributi contenuti nel libro “La nascita di Tropea”, edito nel dicembre 2024 da Mario Vallone. Una ricerca resa pubblica durante un incontro avvenuto in quel periodo nella città, che ha visto ampia partecipazione di pubblico, evidenziando la curiosità che suscita l’argomento.

Il coinvolgimento delle associazioni e delle scuole

In questa iniziativa coinvolta formalmente anche la Consulta delle associazioni cittadina che, con un proprio messaggio a firma del segretario Marco Mirante Marini, ha salutato con favore l’idea manifestando l’interesse a sostenere dal punto di vista culturale la realizzazione del progetto. Anche l’Asalt, l’Asscom ed altre associazioni cittadine diedero la loro disponibilità quando venne lanciata l’idea.

Sul finire dell’anno scolastico, l’autore ha incontrato i due dirigenti scolastici cittadini: Francesco Fiumara per l’Istituto comprensivo don Francesco Mottola, e Nicolantonio Cutuli dell’Istituto di istruzione superiore Pasquale Galluppi, i quali si sono dimostrati interessati all’iniziativa ed hanno dato la loro disponibilità, dopo regolari consultazioni con gli organi collegiali, per il coinvolgimento delle scuole cittadine nelle manifestazioni che saranno a corredo dei festeggiamenti del Natale tropeano.

L’istanza protocollata il 22 giugno

Incoraggiato da tali adesioni, il 22 giugno scorso è stata protocollata presso il Comune di Tropea un’istanza indirizzata al sindaco, all’assessore alla cultura ed all’intero consiglio comunale in cui, dopo una dettagliata premessa storica documentata, integrata con il dato mitologico anche sull’ipotetica origine del nome, si è chiesto formalmente di inserire all’ordine del giorno del primo Consiglio comunale utile la istituzionalizzazione di una presumibile data di nascita di Tropea, per discutere ed approvare la data proposta, ricavata in base a dettagliate evidenze storiche ed archeologiche.

Gli studi di Pacciarelli e De Sensi Sestito

Le evidenze sono frutto di studi e ricerche, in particolare del prof. Marco Pacciarelli, professore di ruolo di preistoria e protostoria presso l’Università di Napoli Federico II dal 2002, autore, sin dagli anni settanta del secolo scorso, di un paio di centinaio di pubblicazioni, fra cui anche “Torre Galli. La necropoli della prima età del ferro (scavi Paolo Orsi 1922-23)”, Soveria Mannelli 1999. Lo stesso, quale ricercatore ed archeologo a cui si deve la gran parte dei ritrovamenti avvenuti, fra l’altro, sul promontorio del monte Poro, in un suo scritto dal titolo “Ricerche nel promontorio del Poro e considerazioni sugli insediamenti del primo Ferro in Calabria meridionale”, pubblicato nel 1989-1990, rileva che, in un certo secolo prima della nascita di Cristo, Tropea, con un altro centro abitato un po’ più distante, esercitava un controllo “politico” su un territorio assai ampio.

L’altro dato storico viene da una pubblicazione della prof. Giovanna De Sensi Sestito, professore ordinario di Storia greca nell’Università della Calabria dal 1986, la quale individuò nella necropoli proto-villanoviana, scoperta nel 1962 nei pressi del vallone dell’Annunziata a Tropea, delle connotazioni Ausoni. Ma anche il gesuita tropeano Antonio Barone e lo stesso Aristotele, nel Pol. VII 10, dicono espressamente che la parte dell’Italia verso la Tirrenia era abitata dagli Opici, che erano chiamati, sia in passato che ai suoi tempi, con il nome aggiuntivo di Ausoni. Il termine Ausonia divenne poi di uso poetico in greco ed in latino, per indicare l’intera Italia.

Un secolo, un popolo, una leggenda

Sulla base di questi dati descritti e documentati in maniera approfondita, con un procedimento di tipo “giornalistico” di ricostruzione di ritrovamenti ed evidenze storiche ed archeologiche, senza quindi alcun coinvolgimento attivo dei professionisti citati, considerata l’oggettiva impossibilità di trovare una data certa, si è potuto risalire ad un secolo e ad un popolo che abitava il promontorio che faceva capo a Tropea. Il mese ed il giorno sono ricavati, invece, dalla leggenda e dal mito di Ercole, allattato dalla dea Giunone, molto radicato nella città.

Tutto ciò nella consapevolezza che, come per la data di nascita di Roma e della gran parte delle città, non esistono un giorno ed un anno precisi in cui una città è fondata, tranne che per alcune città di fondazione create ex novo nel ventennio fascista, attorno a Roma. Per questo, effettuata una ricostruzione storica e mitologica, al pari della data di fondazione della città di Roma, ricavata dal letterato Varrone, che si dice fondata da Romolo e Remo, figli del dio Marte e della vestale Rea Silvia, il 21 aprile 753 a.C., salvati ed allattati da una lupa.

Momento di aggregazione per la comunità

La formalizzazione di tale data di nascita, che quasi certamente avverrà nel prossimo Consiglio comunale entro la fine di questo mese, costituirà il punto di partenza per ricreare il senso di comunità della città e renderla consapevole ed orgogliosa delle sue origini. Essa costituirà un momento di aggregazione storico e culturale con valenza attuale che coinvolgerà, con una serie di attività di diverso genere, tutti i cittadini.

I ringraziamenti

L’autore coglie l’occasione per ringraziare, oltre all’amministrazione comunale per la sensibilità finora dimostrata, i dirigenti scolastici, la Consulta delle associazioni e tutti gli storici e coloro che hanno creduto e lo hanno incoraggiato nel portare avanti questo progetto, compreso l’amico Cicco Rombolà di Caria, appassionato ricercatore e scopritore di reperti archeologici in tutta l’area del monte Poro, ed il compianto Alfonso Lo Torto, da poco scomparso, il quale, assieme ad altri, ha dato un suo parere indicando una presumibile data.

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