Cento anni di vita racchiusi in uno sguardo che racconta la storia di un’intera comunità. Longobardi di Vibo Valentia ha celebrato una giornata intensa e carica di emozione per il centesimo compleanno di Raffaela Cutuli, donna simbolo di sacrificio, amore e profondo radicamento alla propria terra.
Nata il 5 gennaio 1926 e cresciuta in contrada Soriani, dove ha sempre vissuto, Raffaela Cutuli ha attraversato alcuni dei passaggi più difficili della storia, affrontando con forza e dignità gli anni della Seconda guerra mondiale. Una vita semplice e autentica, scandita dal lavoro nei campi, dal rispetto per la terra e da un forte senso del dovere verso la famiglia.
Nata il 5 gennaio 1926 e cresciuta in contrada Soriani, dove ha sempre vissuto, Raffaela Cutuli ha attraversato alcuni dei passaggi più difficili della storia, affrontando con forza e dignità gli anni della Seconda guerra mondiale. Una vita semplice e autentica, scandita dal lavoro nei campi, dal rispetto per la terra e da un forte senso del dovere verso la famiglia.
Accanto al marito Giuseppe Palamara, commerciante di frutta, ha costruito una famiglia fondata su valori solidi e duraturi. Madre dell’unico figlio, Natale, oggi architetto, Raffaela ha conosciuto anche la gioia di diventare nonna di Giuseppe e Raffaella e bisnonna di Natale e Aurora, testimoni di un affetto che attraversa le generazioni.
L’intera comunità di Longobardi si è stretta attorno alla centenaria in un abbraccio collettivo fatto di affetto, riconoscenza e memoria condivisa. Un momento di festa e di riflessione, alla presenza del figlio Natale e della nuora Maria, dei familiari, degli amici e dei conoscenti che hanno voluto rendere omaggio a una donna che incarna l’anima più autentica del territorio.
A nome dell’intera città, il sindaco Vincenzo Romeo ha consegnato a Raffaela Cutuli una targa celebrativa, segno tangibile di gratitudine per un secolo di vita vissuta con umiltà, forza e dedizione. Un riconoscimento non solo anagrafico, ma umano e morale, che trasforma una storia personale in patrimonio collettivo.
Cento anni che non rappresentano soltanto un traguardo, ma un’eredità di valori da custodire e tramandare.


