“Un quadro di luci e ombre, in cui i fattori avversi alla lunga potrebbero incidere negativamente sulle performance positive che sinora abbiamo registrato”. A dirlo è il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, parlando con l’ANSA degli effetti che il conflitto in Medio Oriente sta producendo sul sistema produttivo calabrese, in conseguenza dell’aumento progressivo del costo dell’energia e del carburante.
Ferrara evidenzia innanzitutto i dati recentemente diffusi da Istat in merito all’export delle regioni italiane.
“La Calabria è cresciuta del 5,8% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno, più della media italiana e più della media del Mezzogiorno. In questi sei mesi – spiega – si sono manifestate forti criticità su diversi fattori, eppure la nostra regione ha dimostrato resilienza e ha dimostrato anche un certo grado di competitività. Tuttavia non dobbiamo illuderci, dobbiamo stare con i piedi per terra, in quanto ci sono una serie di fattori avversi che si stanno manifestando e che possono ovviamente condizionare la fase successiva e quindi il secondo semestre”.
Tra i fattori avversi, Ferrara indica la conclusione degli investimenti finanziati con il Pnrr “che certamente provocherà un rallentamento della crescita”. Quindi, aggiunge, “possiamo dirlo senza alcun dubbio: la crisi energetica, conseguente all’acutizzarsi e alla prosecuzione della crisi mediorientale e di quella russo-ucraina, sta determinando un’impennata senza precedenti dei costi energetici che potrebbero diventare insostenibili. Chiaramente stanno già impattando sia sulle tasche dei cittadini che delle imprese. La Bce aveva già pronosticato un forte impatto sui bilanci con una conseguente compressione della capacità di investimento, di produzione e di occupazione”. Il presidente di Confindustria saluta quindi positivamente la moral suasion condotta dal Governo sulle società petrolifere che ha consentito di applicare un price cap al costo del carburante.
Dialogo con la Regione
A livello regionale rivela trattative in corso con l’amministrazione regionale per replicare misure adottate allo scoppio della guerra Russia-Ucraina. “Ci stiamo ragionano – sottolinea Ferrara – potremmo mettere in campo una misura che possa in qualche modo intervenire sul differenziale dei costi prima e dopo Hormuz. Inoltre, sarebbe il caso di implementare un piano straordinario, che integri misure nazionali, per mitigare gli effetti della crisi su una realtà fragile e vulnerabile ma che ha dimostrato segnali di resilienza”.
Ferrara quindi invoca un intervento pubblico per non dissipare gli sforzi compiuti dagli industriali calabresi. (Ansa)



