Secondo il Rapporto di genere AlmaLaurea 2026 all’Università Mediterranea di Reggio Calabria le donne sono la componente maggioritaria, pari al 60,4%, del totale di tutti i laureati, dato allineato a quello nazionale.
Quanto alle discipline di studio in ambito Stem (science, technology, engineering, mathematics) tra i laureati la componente femminile è il 42,6%, +1,5 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Un aspetto rilevante riguarda il ruolo delle università come ascensore sociale per permettere a studenti/esse che provengono da contesti svantaggiati di migliorare la propria condizione economica e lavorativa rispetto alla famiglia di origine.
I dati mostrano che una quota significativa di laureate (77,8%) e laureati (60,8%) Unirc proviene da contesti familiari in cui i genitori non hanno un titolo di laurea. Il confronto con i dati nazionali evidenzia che alla Mediterranea la componente femminile proviene in misura ancora maggiore da contesti familiari meno istruiti rispetto alla media nazionale (77,8% contro 70,3%, pari a +7,5 punti percentuali). Inoltre, il differenziale di genere risulta più marcato rispetto al quadro nazionale: 17 punti percentuali a favore delle donne alla Mediterranea, contro 6,3 punti a livello nazionale.
Studi regolari
In termini di regolarità negli studi, la quota di laureate in corso alla Mediterranea è pari al 63%, contro il 50% degli uomini, con un differenziale di 13 punti percentuali a favore della componente femminile. Il vantaggio femminile nella regolarità degli studi, osservato alla Mediterranea, risulta maggiore rispetto al quadro nazionale, per il quale il differenziale risulta pari a 5,5 punti percentuali (60,9% tra le donne e 55,4% tra gli uomini).
Sbocchi occupazionali
Sul fronte degli esiti occupazionali dei laureati e delle laureate Unirc, a cinque anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati è pari al 78,3% tra le donne e al 91,9% tra gli uomini, a fronte di uno scenario nazionale dove il tasso di occupazione a cinque anni dal titolo è pari all’88,2% tra le donne e al 91,9% tra gli uomini.
Coerentemente con il quadro nazionale, i livelli occupazionali risultano più elevati per i laureati in ambito Stem della Mediterranea, per cui il tasso di occupazione, infatti, raggiunge il 91,1% tra le donne e il 96,6% tra gli uomini. I dati evidenziano come i laureati Stem della Mediterranea presentino livelli occupazionali sostanzialmente allineati e per la componente maschile leggermente superiori rispetto alla media nazionale.
“Il quadro emerso dal Rapporto di Genere 2026 di AlmaLaurea per l’Ateneo – afferma il rettore dell’Università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti – è senz’altro incoraggiante e ci spinge a continuare nel percorso intrapreso di promozione delle pari opportunità nella prospettiva di genere, nei diversi ambiti della vita accademica: la formazione, l’accesso al mondo del lavoro, la ricerca, la didattica e la comunicazione. Il Piano di azioni positive e il Gender equality plan, strumenti fondamentali di programmazione adottati dall’Ateneo, hanno guidato le nostre iniziative, individuando le linee di intervento, gli obiettivi da raggiungere e le azioni da intraprendere. Un dato significativo che emerge dal rapporto, conclude il rettore, è che la Mediterranea svolge una funzione particolarmente rilevante di promozione della mobilità educativa femminile, contribuendo in misura significativa all’innalzamento del livello di istruzione all’interno delle famiglie e tra le generazioni”. (Ansa)


