Vannacci lascia la Lega: la mia destra è vera, è l’unica che io conosca

Nei giorni scorsi l'ex generale ha depositato un il simbolo di 'Futuro Nazionale': da oggi è una realtà, proseguo per la mia strada da solo
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Roberto Vannacci lascia ufficialmente la Lega. “Il mio impegno -da sempre- è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci”, scrive sui social. “Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà”, annuncia.

Parlando del suo nuovo partito, Vannacci scrive: “Vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa: l’unica destra che io conosca. L’Italia è una polveriera pronta a deflagrare. È un Paese in trepidante attesa colmo di energia trattenuta: forza compressa, talento umiliato, merito non riconosciuto, orgoglio ammansito, entusiasmo e passione che anelano di esplodere”. “Esiste una parte viva, vasta e profonda della cittadinanza che non si riconosce più in una dialettica timida, fatta di tinte spente e volti smorti, di braccia basse e calici annacquati, di linguaggi misurati e vie di mezzo. Di tutto questo gli italiani sono stufi”, ricorda il generale.

“Non a caso, gli italiani di destra non votano più. Ma c’è Destra e destra. L’unica che avrà davvero qualcosa da dire nelle sfide dei prossimi anni è quella capace di essere sé stessa. È per questo che la mia Destra è diversa da quella che qualcuno propone o che qualcun altro si rassegna di rappresentare. La mia Destra è VITALE perché è innamorata della Vita ed è protesa verso il futuro. Non della vita qualunque. Non della vita di chi tira a campare, ma di quella che merita di essere vissuta e per la quale vale persino morire, pur di garantire alla nostra progenie un futuro migliore”, scrive.

“La mia destra non è un menù à la carte, non è una sinistra sbiadita e un po’ meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata: nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati”. “La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa. E’ l’unica destra che io conosca. Chi mi ama, mi segua: io inseguo un sogno e vado lontano”, conclude.

Il divorzio tra il generale e il leader del Carroccio Matteo Salvini sarebbe l’esito di un faccia a faccia tra di due e di vari contatti negli ultimi giorni, dopo che Vannacci aveva depositato il simbolo di ‘Futuro Nazionale’ (un simbolo con un’ala tricolore) presso l’Ufficio brevetti europeo.

Il progetto

Nel post in cui certifica la nascita del suo nuovo partito, di Futuro nazionale, Vannacci sceglie alcune parole per definire il suo progetto. Tra queste “Identità’. “Quell’identità che ci rende unici, esclusivi: italiani -scrive- . L’Italia è la nostra Patria: ben delimitata da confini che devono essere protetti e difesi, abitata da un popolo che si riconosce negli stessi ideali e valori, governata da una classe politica eletta per fare gli interessi del popolo italiano. Viene prima l’Italia, poi lo Stato e le Istituzioni, che devono esserne al servizio, e infine, fintanto che gli interessi di questi due soggetti sono salvaguardati, il Diritto”.

“L’Italia è il Paese più bello e più rilevante della storia mondiale: qui è nato I’Impero Romano; qui i popoli del Mediterraneo sono stati uniti; qui la religione di Cristo ha posto il proprio centro – “onde Cristo è romano”, come scrive Dante; qui affondano le radici decisive della cultura medievale e rinascimentale; qui sono nate le più grandi menti del progresso, dell’esplorazione, della poesia e della bellezza. In Italia la grandezza non è ambizione o aspirazione, ma vocazione e inclinazione naturale. Può esserlo ancora. Deve esserlo ancora”, conclude.

“Non vogliamo un mondo di sradicati e non vogliamo un’Italia sradicata – si legge ancora – L’immigrazione di massa, anche quando non criminale, sgretola la compattezza di una civiltà, frantuma la solidarietà sociale, annacqua l’identità di un popolo imponendo alla convivenza forzata un numero eccessivo ed insostenibile di individui con storie, abitudini, riferimenti e religioni diverse”. “Le nostre tradizioni non sono negoziabili. Non sono diluibili. Per chi non si integra e non si assimila la remigrazione diventa una necessita”, conclude.

Incontri con Renzi inventati, querelato Corriere della Sera

E sui social Vannacci ha anche annunciato di aver “dato mandato al mio avvocato per tutelare la mia persona nei confronti” del Corriere della Serar, in iferimento all’articolo comparso negli scorsi giorni sul Corriere della Sera che “mi vorrebbe coinvolto in presunti incontri e “accordi segreti” con Renzi per ‘azzoppare’ la Meloni”. “L’istanza di mediazione è stata già depositata presso il competente organismo di mediazione territoriale. Non mi fermo. Non mi spavento. Vado avanti”, scrive. “È una storia completamente falsa e infondata: mai incontrato Renzi in alcun circolo romano per nessun tipo di accordo”, aggiunge l’ex generale. “Queste operazioni falliscono sempre. Il popolo sa leggere tra le righe e distingue i retroscena credibili dalle invenzioni”, conclude.

Borghi: “Delusione personale”

“Una delusione personale”. Claudio Borghi, senatore della Lega, con un post su X si esprime così sulle news relative all’addio di Vannacci. “E con Roberto aggiungiamo pure questa delusione personale alle non poche che ho avuto nella mia vita professionale e politica. Pazienza”, scrive Borghi. “Si apprezzano ancora di più quelli che ci sono sempre stati (e sempre ci saranno). Ogni giorno sempre combattere”, aggiunge. (Adnkronos)

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