L’inchiesta sui presunti ammanchi nelle casse del Comune di Vazzano compie un nuovo passo e apre una fase delicata per l’amministrazione locale. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 30 persone e a otto tra società e associazioni, nell’ambito del procedimento relativo a una serie di mandati di pagamento ritenuti dagli investigatori irregolari.
Tra gli indagati figurano anche il sindaco in carica Vincenzo Massa e il suo predecessore Domenico Villì. Una circostanza che aggiunge un ulteriore elemento politico-istituzionale a un’inchiesta che già aveva scosso la comunità delle Serre vibonesi. Al centro della vicenda ci sarebbero presunti bonifici sospetti e una ricostruzione finanziaria che ha portato gli inquirenti ad approfondire anni di gestione amministrativa dell’ente.
Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora tutta da verificare nelle successive fasi giudiziarie, sarebbero stati effettuati pagamenti privi di adeguata giustificazione attraverso procedure amministrative che avrebbero prodotto un danno economico per il Comune.
Un’indagine partita dai controlli sui conti dell’ente
L’inchiesta aveva già portato, nelle scorse settimane, a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per circa 462 mila euro nei confronti di undici persone. Gli approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura di Vibo Valentia e condotti dagli organi di polizia giudiziaria, avevano riguardato la gestione dei pagamenti comunali nel periodo compreso tra il 2015 e il 2025.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero stati analizzati numerosi mandati di pagamento ritenuti anomali. Nel fascicolo vengono ipotizzati, a vario titolo, reati come peculato e altre contestazioni legate alla gestione delle somme pubbliche. Al centro della prima parte dell’indagine era finito un ex responsabile dell’area Affari generali del Comune, al quale gli investigatori hanno attribuito un ruolo nella gestione delle procedure di liquidazione.
Gli amministratori e il nodo delle responsabilità
L’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco Massa e dell’ex sindaco Villì apre ora un capitolo particolarmente sensibile. La posizione dei due amministratori dovrà essere valutata nel prosieguo dell’iter giudiziario, così come quella di tutti gli altri soggetti coinvolti. L’avviso di conclusione delle indagini, infatti, rappresenta un passaggio previsto dal procedimento penale e non equivale a una dichiarazione di responsabilità. Spetterà alla magistratura, attraverso i successivi passaggi processuali, accertare eventuali responsabilità personali.
Resta però il peso politico della vicenda per una comunità chiamata a interrogarsi sulla trasparenza nella gestione della cosa pubblica e sui sistemi di controllo interni agli enti locali.
Un caso che scuote la comunità delle Serre
Vazzano torna così al centro dell’attenzione giudiziaria provinciale dopo mesi segnati da tensioni e interrogativi. L’inchiesta sulla gestione finanziaria del Comune pone nuovamente il tema della vigilanza sulle risorse pubbliche, soprattutto nei piccoli enti dove la macchina amministrativa spesso si regge su strutture ridotte e su equilibri molto delicati. Ora la parola passa agli indagati, che potranno presentare le proprie difese, e alla magistratura chiamata a fare piena



