Via Nazionale, a Pizzo, è diventata uno dei punti più delicati dell’intera viabilità urbana. La Statale 18 attraversa il cuore della città e ogni giorno sostiene un volume di traffico che appare sempre più difficile da gestire. Automobili, mezzi pesanti, attività commerciali, attraversamenti pedonali e immissioni laterali convivono in uno spazio nel quale basta una distrazione per trasformare una situazione già complicata in un problema di sicurezza.
Non si tratta soltanto degli incidenti, purtroppo frequenti lungo questo asse stradale. Il problema è più ampio e riguarda una viabilità che presenta ormai diversi elementi di criticità: traffico intenso, rallentamenti continui, difficoltà per le attività commerciali, problemi legati agli scarichi e alle fermate dei veicoli e una generale sensazione di precarietà per chi percorre la strada a piedi o in automobile.
Il limite dei 50 chilometri orari non basta
Attualmente lungo via Nazionale il limite massimo è fissato a 50 chilometri orari. Ma un limite, da solo, non può essere considerato una misura sufficiente se poi manca un controllo effettivo del suo rispetto, un pò quello che avviene in tante altre città. Il vero problema è proprio questo: la percezione di chi percorre quotidianamente la strada è quella di un’arteria nella quale le regole vengono spesso lasciate alla responsabilità dei singoli.
Le strisce pedonali rappresentano praticamente l’unico deterrente per chi deve attraversare. Ma quanti automobilisti rallentano davvero? Quanti si fermano davanti a un pedone che sta attraversando? La risposta è sotto gli occhi di tutti. E per chi deve attraversare la Statale 18, soprattutto nei momenti di maggiore traffico, l’operazione può trasformarsi in una prova di coraggio.
Commercianti penalizzati e traffico al limite
A pagare il prezzo di questa situazione sono anche i commercianti. Via Nazionale dovrebbe essere una delle principali porte di accesso e di attraversamento di Pizzo, ma il traffico congestionato finisce per rendere difficile persino fermarsi, parcheggiare o raggiungere le attività. La strada, soprattutto nelle ore di punta, diventa un lungo serpentone di automobili. Le soste irregolari, le manovre, gli scarichi e le immissioni sulla carreggiata contribuiscono a rendere ancora più fragile un equilibrio già precario. E così quello che dovrebbe essere uno dei principali assi urbani della città rischia di trasformarsi in un vero e proprio budello stradale.
Controlli e presenza sul territorio: dove sono?
C’è poi un’altra questione che non può essere elusa: la presenza degli organi di controllo. In diversi momenti della giornata la presenza della polizia locale appare praticamente inesistente e, di conseguenza, anche la percezione di un controllo effettivo sulla strada viene meno. Non basta intervenire dopo un incidente. La sicurezza stradale si costruisce soprattutto prima, attraverso prevenzione, presenza sul territorio, controlli sulla velocità, rispetto degli attraversamenti pedonali e contrasto alle soste che ostacolano la circolazione.
Per chi percorre via Nazionale, invece, oggi l’impressione è quella di essere lasciato troppo spesso alla buona sorte. A quel punto non resta che alzare gli occhi al cielo e invocare la grazia.
La rotatoria è prevista, ma l’emergenza è adesso
Una possibile risposta dovrebbe arrivare con la rotatoria prevista all’incrocio tra via Marcello Salomone e via Nazionale, nei pressi della scuola media. Un intervento che potrebbe contribuire a rendere più ordinato e sicuro uno dei nodi maggiormente esposti della viabilità cittadina. Ma la rotatoria appartiene al futuro. Il problema, invece, è presente e si ripropone ogni giorno. Via Nazionale non può aspettare che accada qualcosa di grave per diventare una priorità. Il traffico è già insostenibile, la sicurezza è già un’emergenza e gli attraversamenti pedonali sono già un punto estremamente delicato.



