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Vibo, la città dove ognuno fa il vigile urbano: sedie, transenne e traffico senza regole

Tra parcheggi improvvisati, bus che fermano dove capita, segnaletica carente e strade paralizzate da lavori e ingorghi quotidiani, il capoluogo sembra affidato all’improvvisazione. L’opposizione chiede un confronto in commissione con il comandante della Polizia locale per affrontare il nodo della viabilità

Vibo Valentia non è soltanto una città costellata di buche e strade che ricordano più un percorso di guerra che un centro urbano. È, sempre più spesso, una città dove le regole della circolazione sembrano diventate opzionali e dove i cittadini, ormai rassegnati, si arrangiano come possono.

Sedie davanti ai portoni, transenne improvvisate, bidoni e persino secchi usati come dissuasori. In molti quartieri è diventata quasi una consuetudine: ognuno si organizza per difendere il proprio spazio, impedire che qualcuno parcheggi davanti casa o davanti al proprio passo carrabile. Una sorta di “vigile urbano fai da te” che racconta più di mille parole il livello di disordine che caratterizza la mobilità cittadina.

E quando, all’improvviso, arrivano gli agenti della Polizia locale a far rispettare le regole, sembra quasi un abuso. Il paradosso di una città che nel tempo si è abituata a vivere senza regole chiare.

Il traffico dell’arrangiarsi

Il problema non riguarda soltanto i parcheggi selvaggi. In molte zone del centro e delle periferie mezzi commerciali si fermano per caricare e scaricare merci a qualsiasi ora del giorno, talvolta anche della notte, senza alcuna regolamentazione effettiva. Autobus che caricano e scaricano passeggeri dove capita, fermate non sempre rispettate, doppie file che diventano la norma e passi carrabili regolarmente ostruiti.

Ma gli ostacoli alla circolazione non sono rappresentati soltanto dai cantieri infiniti o dagli scavi continui delle imprese che operano per i servizi, spesso aperti senza una reale organizzazione dei tempi e della viabilità alternativa. A rendere ancora più complicata la situazione contribuisce anche una prassi ormai diffusissima: auto parcheggiate su entrambi i lati di strade che dovrebbero essere a doppio senso di marcia. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: carreggiate ridotte a corsie improvvisate, veicoli costretti a fermarsi per far passare chi arriva dalla direzione opposta e traffico che si blocca anche per pochi metri di strada. Insomma, un caos.

Segnali che non ci sono 

A rendere il quadro ancora più preoccupante c’è poi un altro aspetto: la sicurezza. In molte strade della città la segnaletica, sia verticale che orizzontale, è praticamente inesistente o talmente deteriorata da risultare inutile. A che serve se poi nessuno la rispetta potrebbe chiedersi qualcuno? Strisce pedonali sbiadite, cartelli mancanti o poco visibili, incroci senza indicazioni chiare. In queste condizioni il pericolo è spesso dietro l’angolo, soprattutto per pedoni, anziani e studenti che attraversano le strade ogni giorno.

Eppure, anche a questo, la città sembra essersi abituata. Come se il rischio quotidiano fosse diventato parte della normalità.

Il nodo delle scuole e dei cantieri

La situazione diventa ancora più evidente nelle ore più delicate della giornata. L’ingresso e l’uscita degli studenti dalle scuole trasformano molte strade in veri e propri imbottigliamenti. In quei momenti la città sembra affidata a se stessa, senza un coordinamento capace di gestire i flussi di traffico. Come se non bastasse, negli ultimi mesi il quadro è stato ulteriormente complicato dalla presenza di numerosi cantieri aperti che hanno portato alla chiusura o alla riduzione di alcune arterie strategiche.

“È sotto gli occhi di tutti che la città sia paralizzata dagli innumerevoli cantieri aperti, con la conseguente chiusura di strade importanti”, osserva il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Russo.

La richiesta di chiarimenti in commissione

Proprio Russo ha deciso di riportare la questione al centro del dibattito istituzionale chiedendo la convocazione del comandante della Polizia locale ai lavori della Prima commissione consiliare. “Non soltanto più vigili pronti sempre a sanzionare, ma soprattutto una migliore organizzazione del servizio, a tutela degli interessi dei cittadini”, afferma il consigliere.

Secondo l’esponente dell’opposizione, il ruolo della Polizia municipale è decisivo anche sul piano dell’immagine dell’amministrazione: “È indubbia l’importanza del corpo nell’ottica del decoro e della sicurezza della città. La Polizia locale rappresenta il vero biglietto da visita dell’amministrazione ed è il primo punto di contatto con i cittadini”.

Una questione mai affrontata davvero

La richiesta di confronto nasce, spiega Russo, dalla necessità di costruire una sinergia istituzionale su problemi che da troppo tempo restano irrisolti. Il punto, però, è più ampio. Per anni a Palazzo Luigi Razza il tema della viabilità e dell’organizzazione del traffico non è mai diventato una vera priorità politica. Così Vibo ha continuato ad andare avanti da sola, adattandosi giorno dopo giorno a una situazione sempre più disordinata. E quando una città si abitua a vivere arrangiandosi, il rischio è che il caos diventi la normalità.

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