Vibo, maggioranza assente: il Consiglio comunale va deserto

Dai contrasti interni alle voci di rimpasto, fino ai finanziamenti a rischio: l'aula vuota alimenta i dubbi sulla tenuta politica dell'amministrazione Romeo. Le opposizioni attaccano: rinviati temi cruciali per la città

Uno scivolone, per molti inaspettato per altri, invece, quasi scontato vista l’aria che tira nella maggioranza di Palazzo Luigi Razza. Il Consiglio comunale di Vibo Valentia non ha trovato i numeri sufficienti per andare avanti. Alle 10 di oggi, 29 ottobre, alla prima chiamata del presidente Antonio Iannello, l’aula è rimasta vuota sul fronte della maggioranza di centrosinistra che sostiene il sindaco Enzo Romeo. La seduta è andata deserta e i lavori sono stati rinviati alla seconda convocazione, fissata per domani, 30 ottobre.

Un’assenza che diventa subito un caso politico. Per le opposizioni, quanto accaduto è la dimostrazione delle difficoltà di una coalizione che, a due anni dall’insediamento, fatica a garantire la propria presenza in aula. Ma l’episodio si inserisce in un quadro più ampio, segnato da tensioni tra le forze del centrosinistra, indiscrezioni su un possibile rimpasto di giunta e polemiche sulla gestione delle risorse e dei finanziamenti destinati alla città.

L’aula vuota e gli atti rinviati

All’ordine del giorno figuravano provvedimenti importanti per il funzionamento dell’ente e per diversi servizi cittadini: il Documento unico di programmazione 2027-2029, due variazioni di bilancio 2026-2028, la convenzione di segreteria tra Vibo Valentia e Pizzo, il Polo universitario del Vibonese, la gestione esterna degli asili nido e la nuova struttura di Moderata Durant. In agenda anche l’emergenza idrica a Cancello Rosso e in contrada Buffa, oltre alla proroga dei contratti dei precari del Ministero della Cultura in servizio a Vibo.

Questioni che toccano bilancio, servizi, istruzione, acqua e lavoro. La mancata apertura della seduta in prima convocazione ha rinviato il confronto su questi temi, suscitando la protesta dei gruppi di minoranza, che rivendicano di essere stati presenti in aula.

Il centrosinistra tra tensioni e rimpasto

L’episodio riporta al centro gli equilibri della maggioranza guidata da Enzo Romeo. Le difficoltà nei rapporti interni, le divergenze tra le componenti della coalizione e le voci di un possibile riassetto della giunta alimentano gli interrogativi sulla capacità del centrosinistra di mantenere una linea politica condivisa.

Il Consiglio deserto, da solo, non basta a certificare una crisi politica. Resta però un segnale che richiede una spiegazione, soprattutto quando riguarda una seduta chiamata a discutere atti amministrativi rilevanti.

A pesare sul quadro politico ci sono anche le contestazioni sui finanziamenti persi o non utilizzati e sulle opportunità mancate per la città. Un insieme di questioni che accresce la pressione sull’amministrazione e rende ancora più importante la capacità della maggioranza di garantire presenza, coesione e continuità nell’azione amministrativa.

L’attacco delle opposizioni

A contestare l’assenza della maggioranza sono i gruppi consiliari di Forza Italia, Cuore Vibonese, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Identità Territoriale, insieme alla consigliera Antonella Petracca del Gruppo Misto. Nella loro presa di posizione, le minoranze parlano di una città senza una maggioranza capace di assicurare l’apertura dei lavori e definiscono quanto accaduto uno schiaffo a Vibo Valentia. “Eravamo presenti in aula, pronti al confronto. La maggioranza no”, è il passaggio con cui i gruppi concludono la loro denuncia.

Le opposizioni collegano la mancata presenza dei consiglieri di maggioranza alla difficoltà di affrontare questioni che riguardano direttamente i cittadini. Il rinvio, nella loro lettura, non è soltanto un problema procedurale, ma un segnale politico che chiama in causa la responsabilità di chi governa.

Domani la prova dei numeri

La seconda convocazione di venerdì 30 ottobre sarà il prossimo appuntamento per verificare la presenza della maggioranza e affrontare i punti rimasti in sospeso. Resta una domanda politica: l’assenza di oggi è un episodio circoscritto oppure il riflesso di difficoltà più profonde nei rapporti tra le forze che sostengono Romeo?

La risposta non può arrivare soltanto dalle indiscrezioni su un rimpasto o dalle accuse delle minoranze. Servono i fatti, a cominciare dalla capacità della maggioranza di presentarsi in aula, discutere gli atti e assumersi la responsabilità delle decisioni. Perché, al di là degli equilibri politici, bilanci, servizi e opportunità di sviluppo non possono restare ostaggio delle tensioni interne.

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